MANIFESTO

#63

CHANGE OF SPACE

TINA BARNEY: THE BEGINNING

2023.05.05

Text by Chiara Cappelli

Tina Barney ritrovando vecchi negativi riflette sulla sua vita da giovane artista: The Beginning è la raccolta delle sue memorie, un’autoanalisi e un’esplorazione nostalgica attraverso una lente critica.

The Beginning è la memoria fotografica di Tina Barney. Quest’ultima si trova a Rhode Island, quando si imbatte in centinaia di negativi dimenticati che riportano la sua mente indietro nel tempo. Medita sui soggetti che vede nelle fotografie, su dove fosse in quel momento e sul perché si fosse avvicinata a determinate persone. Qual è stato l’impulso a catturare quei momenti? Durante la quarantena il mondo si è messo in pausa: la maggior parte delle persone ha utilizzato questo periodo immobile, di stallo, per riflettere, per dedicare del tempo ai ricordi che solitamente, a causa della fretta, si perdono lungo la strada. Anche Tina riscopre un’immagine di sé che aveva trascurato: la sua vita da giovane artista. I suoi ricordi intimi riemergono, le fotografie appaiono come radiografie della sua mente, e i pensieri delle estati trascorse con la sua famiglia e con i suoi amici riaffiorano nella memoria. Barney tiene tutto il suo passato in una mano, e decide di riordinarlo dando vita a un intero libro fotografico.

Tina barney, The Lifeguard, 1979. opening image: waterslide in fog, 1979.

The Beginning è un’esplorazione nostalgica e un’autoanalisi attraverso un occhio critico, quello della stessa fotografa, che analizza in profondità gli scatti che danno il via alla sua carriera. Erano gli anni Settanta quando inizia a catturare i ritmi e i rituali delle persone a lei più vicine, prestando particolare attenzione ai gesti e ai movimenti dei soggetti. Il libro è un racconto intimo dei luoghi che Tina viveva e delle persone che frequentava, mostrando al lettore una parte di sé ancora sconosciuta, attraverso immagini mai viste prima. Durante l’exhibition che ha avuto luogo alla Kasmin Gallery, il pubblico ha potuto sentirsi parte degli ambienti condivisi, comprendendo ancora più a fondo il punto di vista dell’artista.

“Le fotografie di questo libro sembrano radiografie della mia mente e dei miei pensieri durante le estati trascorse con la famiglia e gli amici sulla East Coast e a Sun Valley, nell’Idaho.”

 – Tina Barney

Tina Barney, hot tub in snow, 1979.

La memoria di Tina Barney ci permette di scoprire le sue foto in bianco e nero, utilizzate per catturare dettagli come ciocche di capelli o il vapore di una sauna; queste si alternano a scatti a colori, dove le sfumature verdi e azzurre del paesaggio si scontrano con tonalità più accese corrispondenti al traffico incessante delle persone. Tina riflette attentamente sui gesti di quest’ultime, notando anche quelli più sottili: le sue opere esplorano, con dolce umorismo, le tensioni e le intimità non dette nella famiglia e nelle amicizie. Waterslide in Fog (1979) è l’immagine rimasta più impressa nei ricordi dell’artista: la fotografia ritrae un gruppo di giovani al parco acquatico, bagnati e ancora in costume, che corrono frettolosamente per mettersi al riparo, sfidando il tempo cupo e nuvoloso. Si ricorda perfettamente quel giorno e le persone che di fronte a lei stavano cercando di scappare al temporale, presentando al pubblico la situazione con occhio esterno, come un’osservatore che si limita a raccontare. Le foto offrono una visione chiara e stravagante degli spazi pubblici e del tempo libero che lei e i suoi amici trascorrevano in piscina, al campo da golf, ai giardini, e nei ristoranti, facendo sentire il pubblico parte di quei momenti. Guardando gli scatti si possono percepire le emozioni dei soggetti raffigurati, la spensieratezza dei bambini che si divertono ammirando un pesce enorme e l’innata eleganza di donne che passeggiano sulla Fifth Avenue. 

Tina Barney, Amy, Phil and Brian, 1980.
Tina Barney, The Beginning.
Tina Barney, Golf Lesson, 1980.
Tina Barney, Judith Smoking, 1977.
Tina Barney, The Art gallery, 1980.

Nel corso dei suoi 40 anni di carriera, Tina Barney ha illuminato la vita interiore dei suoi cari, osservando la ripetizione generazionale delle tradizioni familiari e dei ritmi che si svolgono negli ambienti domestici. La fotografa coglie la complessità e la sensibilità delle persone che ritrae, il loro lato più vero, riflettendo sulla simbiosi che nasce tra le esperienze relazionali e psicologiche tra artista e soggetto, tra soggetto e pubblico. I ricordi sfocati di Barney si fanno più fluidi, acquisiscono un certo ordine e si trasformano in un lungo racconto che porta con sé gioia e nostalgia: un dialogo interiore per la fotografa stessa e un’esplorazione formativa per l’osservatore. 

 

 

Per maggiori informazioni radiusbooks.org.

tina barney: the beginning.

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