MANIFESTO

#63

CHANGE OF SPACE

KINDS OF KINDNESS

2024.06.05

Testo di MUSE Team

Il nuovo film di Yorgos Lanthimos è un trittico di favole che segue la vita di un uomo che cerca di prendere il controllo della propria vita, un poliziotto allarmato dal ritorno di una persona scomparsa e una donna destinata a trasformarsi in una prodigiosa guida spirituale.

Kinds of Kindness, il nuovo film di Yorgos Lanthimos, è una favola in tre atti: un uomo senza scelta che cerca di prendere il controllo della propria vita; un poliziotto preoccupato dal fatto che la moglie scomparsa in mare sia tornata e sembri un’altra persona; e una donna determinata a trovare una persona specifica con una speciale abilità, destinata a diventare un prodigioso leader spirituale. Nel corso degli anni il film ha assunto diverse forme narrative, evolvendosi infine in un’antologia: “Avevamo iniziato con una storia, ma mentre lavoravamo ci siamo resi conto che sarebbe stato interessante fare un film con una struttura diversa da ciò che avevamo fatto prima,” spiega Lanthimos. “Identificando le storie successive, volevamo mantenere un filo tematico, in modo che sembrasse tutto appartenere allo stesso insieme

Margaret Qualley, Jesse Plemons and Willem Dafoe in Kinds of Kindness. In the top image: Willem Dafoe, Jesse Plemons and Hong Chau.

“Con un’antologia, porti con te quello che hai pensato dalla prima storia alla successiva. È più complesso e più coinvolgente. Persone diverse identificano temi diversi, il che è estremamente interessante”.

– Yorgos Lanthimos

Nella prima storia, Plemons interpreta Robert, un diligente impiegato la cui routine è dettata e controllata – dai pasti fino alle attività sessuali – dal suo capo, Raymond (Willem Dafoe). Strani regali da parte di Raymond nei suoi confronti lasciano il posto a richieste ancora più strane, ma la dedizione al limite del romanticismo di Robert nei confronti del suo capo paternalista garantisce un tortuoso dilemma morale: anche grazie alla presenza di ruoli minori popolati da personaggi come Emma Stone, Joe Alwyn, Hong Chau e Margaret Qualley, questa fiaba contorta sulle aspettative maschili riporta indietro di diversi anni l’approccio tonale di Lanthimos, spingendo allo stesso tempo in avanti il suo stile visivo.

Emma Stone and Joe Alwyin.

“Uno degli aspetti esplorati dal film è il desiderio di controllo delle persone: il controllo della propria vita, il controllo della vita degli altri, il sentirsi controllati da qualcun altro e il cercare di ritrovarlo”.

– Margaret Qualley

Tutte le caratteristiche tipiche della scrittura di Lanthimos sono avvolte in modo nuovo dal direttore della fotografia Robbie Ryan, che riprende New Orleans come Paul Thomas Anderson ha ripreso Los Angeles in Licorice Pizza: un luogo di notti sudate, con colori pungenti ad alto contrasto e insegne al neon che bombardano i sensi. La dissonanza tra questa vivacità visiva e il carattere freddo e calcolatore dei personaggi è particolarmente presente nella seconda storia, in cui Plemons interpreta l’agente di polizia Daniel, che vede negli criminali che si ritrova ad arrestare il volto della moglie scomparsa in mare. La compassione e l’infelicità di Plemons si rifanno anche alla prima favola, ma quando Liz viene finalmente salvata, l’incapacità di Daniel di riconciliarsi con il suo ritorno lo porta sulla bizzarra strada di richiedere prove di fedeltà sotto forma di automutilazione.

Hong Chau and Jesse Plemons.

Filo conduttore in tutti i film di Lanthimos, interpretato diversamente in ognuno di essi, è il senso dello humour. Per Lanthimos, è un aspetto essenziale del processo narrativo, poiché parte essenziale della natura umana: Kinds of Kindness ne rappresenta la condizione, e la caratteristica chiave dei suoi personaggi è la capacità ridere di fronte alle avversità. “Quando siamo condannati, l’unica cosa che possiamo fare è ridere. È quasi una specie di terrore esistenziale, dove c’è disperazione nel tentativo di trascendere queste cose umane che non puoi trascendere. Spesso risulta divertente, proprio perché è impossibile“.

PHOTOGRAPHY

OUTDOOR FURNITURE

2024.06.13

Outdoor Furniture è il nuovo libro pubblicato da Art Paper Editions dedicato alla pratica fotografica di Pippa Garner, che da cinquant’anni mette in discussione i limiti dei codici e dei linguaggi ritenuti socialmente accettabili.

OCCUPARE LO SPAZIO

2024.06.11

Le opere di Donald Judd saranno in mostra da giugno a settembre in occasione di Art Basel: definite dall’interesse di Judd per i materiali e il colore, sottolineano le qualità intrinseche dei loro componenti e la relazione tra parte e insieme.

EXHIBITION

FIVE WAYS TO SEE

2024.06.10

Attraverso linee chiare e colori solidi, La nuova serie di dipinti di Emily Ludwig Shaffer offre una riflessione su come le donne occupino spazi concreti e simbolici.

ART

Anne Imhof On non-infinity

2024.06.07

Wish You Were Gay, la nuova mostra dedicata al lavoro di Anne Imhof presso la Kunsthaus Bregenz, esplora il senso di non-infinito, realtà e artificio, caso e destino, nonché assenza e presenza.

COLLECTION

INTO THE WILD

2024.06.06

Il savoir-faire di Loro Piana traspare con evidenza nella nuova collezione Into the Wild. Tessuti tecnici accostati a sete e cashmere pregiati sono sapientemente lavorati per essere in grado di resistere agli elementi.