MANIFESTO

#63

CHANGE OF SPACE

art is for everybody

2023.05.29

Alla scoperta di Keith Haring, del suo linguaggio visuale tanto semplice quanto complesso, e del suo desiderio di creare un’arte per il mondo intero. 

Il suo “radiant boy” e il famoso “cane che abbaia” sono ormai riconosciuti in tutto il mondo, sviluppandosi come un vero e proprio linguaggio universale, che colpisce mente e cuore di tutti, nessuno escluso. Art Is For Everybody celebra Keith Haring con un viaggio alla scoperta delle sue opere più e meno note, con l’intento di esaudire il desiderio del grande artista: creare un’arte che possa parlare a chiunque, un’arte tanto profonda nella sua semplicità quanto lo è nella sua complessità. La sua linea spessa e decisa e i suoi colori brillanti danno vita a personaggi immaginari, infantili, protagonisti di storie profonde e significative, ma facilmente comprensibili, creando un legame indissolubile tra opera e osservatore. Il carattere minimalista dei lavori permette di attirare velocemente l’attenzione, di comprenderne le figure, per poi concentrarsi sui contenuti più profondi che invitano a riflettere su importanti tematiche sociali. Fortemente influenzato dalla street art, i suoi primi disegni sono murales in giro per la città di New York, sviluppando un linguaggio ricco di segni e simboli, facilmente accessibile al grade pubblico che passeggiando o prendendo la metro si ritrovava di fronte ad un’opera di Haring. L’artista distrugge ogni limite, ogni barriera tra le persone e le gallerie, dimostrando a tutti come l’arte possa raggiungere direttamente la vita quotidiana delle persone. Il museo The Broad di Los Angeles vuole esplorare la pratica artistica del genio dei graffiti, avvicinando il pubblico alla sua vita e al significato profondo delle opere. 

Keith Haring, Untitled, 1982.

“Il pubblico avrà l’opportunità di immergersi in profondità nel lavoro di Haring, sia come artista che come innovatore che ha completamente cambiato il panorama dell’arte contemporanea.”

– Sarah Loyer, Curator and Exhibitions Manager

Il linguaggio visuale di Keith Haring celebra la solidarietà, la gioia, la comunità e la speranza: i suoi disegni nascono come atto di consapevolezza riguardo temi sociali e politici, contro la guerra nucleare e la discriminazione razziale, per informare il vasto pubblico sull’AIDS, sottolineando l’importanza dell’educazione alle malattie sessualmente trasmissibili. L’exhibition presenta opere prodotte dalla fine degli anni Settanta fino ad alcuni quadri che risalgono ai soli due anni prima della sua morte, cruciali per comprendere la sua idea di religione, di sesso e di razza. Il viaggio permette di scoprire ogni mezzo artistico utilizzato da Keith Haring, tra cui il video, la scultura, il disegno, la pittura e la grafica: una grande raccolta dei suoi lavori più significativi, provenienti dalla strada, da collezioni private e dalla Keith Haring Foundation. Il pubblico si immerge totalmente nella storia visiva dei personaggi, riesce ad abbandonarsi completamente all’immagine mentre nella stanza si sente in sottofondo una playlist creata dall’artista stesso.

Keith Haring, Ignorance=Fear, Silence=Death, 1989.

Lungo tutta la vita lavora per esaudire il suo più grande sogno, realizzare un lavoro che potesse arrivare alla massa, e non a un piccolo pubblico borghese: si sentiva responsabile di farsi portavoce di un messaggio. I cani sono una delle immagini più famose, apparsi per la prima volta nella serie di disegni realizzati nella metropolitana nei primi anni Ottanta. Inizia come una creatura mitica, non esistente, che successivamente si è trasforma nell’animale più comune al mondo intero, il cane: la rappresentazione degli abusi di potere, del governo, dei regimi oppressivi che richiedono obbedienza. Il “radiant boy” invece, che in italiano significa letteralmente “bambino raggiante”, si potrebbe definire come l’eterno bambino dell’arte. Ritratto come una figura nell’atto di gattonare, circondato da raggi che si irradiano verso l’esterno, descrive il bambino interiore a ognuno di noi, libero e pieno di vita, simbolo di grazia divina. Al giorno d’oggi Keith Haring potrebbe sentirsi realizzato, perché i suoi omini stilizzati e le sue immagini apparentemente semplici hanno raggiunto, e continuano a raggiungere, chiunque, dimostrando davvero che “art is for everybody”. 

Keith Haring, Untitled, 1982
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Keith Haring, Untitled, 1982.

MFW

Rome meets London in FENDI

2024.02.22

La nonchalance londinese incontra la libertà romana nella collezione FW 24 FENDI, dove l’utilità diventa una dichiarazione di intenti. Abiti moderni e confortevoli si ispirano alla cultura british per una ricerca teatrale visiva e tessile.

PHOTOGRAPHY

Roe Ethridge. Happy Birthday Louise Parker

2024.02.21

Restituito alla città come importante spazio per la diffusione culturale, il piano espositivo svela per la prima volta al pubblico la prima parte di programma che intreccia – con un respiro internazionale – arti visive, moda, design e panorama editoriale. Un’esperienza inedita di scoperta e fruizione porta il visitatore ad attraversare gli ambienti in un climax ascendente.

Miranda July: New Society

2024.02.21

Osservatorio Prada presenta la prima mostra dedicata all’opera di Miranda July che ripercorre la carriera trentennale dell’artista, regista e scrittrice americana attraverso i suoi cortometraggi, performance e installazioni.

ART

MANUALE D'ISTRUZIONI

2024.02.16

Yoko Ono: guida per una rivoluzione artistica e sociale. Dalle avanguardie Newyorkesi alla Pop Art, Ono è stata ed è tuttora una pioniera dell’arte concettuale e partecipativa, del cinema e della performance degli anni Novanta. Coprendo più di sette decenni, Yoko Ono: Music of the Mind è la più grande mostra nel Regno Unito dedicata a uno dei più grandi simboli chiave del secolo breve.

CULTURE

Saint Laurent Literary Oasis

2024.02.12

BABYLONE, un rifugio culturale nel cuore pulsante di Parigi. L’eredità di Yves Saint Laurent e Pierre Bergé nel quartiere di Sèvres-Babylone si trasforma in un’esperienza immersiva e silenziosa dedicata alla memoria del duo francese. Letteratura, arte e musica si fondono insieme per far sì che nuove connessioni creative possano fiorire indisturbate.