MANIFESTO

#63

CHANGE OF SPACE

STACY MARTIN

2023.02.22

C’è anche un elemento di coraggio nel fare ciò che mi spaventa. La maggior parte delle volte non penso troppo se fare o meno qualcosa, è una decisione istintiva. Quando inizio a sentirmi spaventata, il più delle volte è un segno che devo farlo. L’adrenalina può essere un incentivo molto produttivo.

STACY MARTIN IN CONVERSAZIONE CON GUIA ORTOLANI

 

Si considera una “ragazza di terza cultura”, dopo aver scoperto che questo è il modo in cui vengono chiamati i bambini cresciuti ed edu- cati con una cultura diversa da quella dei genitori. Stacy ha viaggiato per il mondo, e questo le ha fatto sviluppare la sua innata curiosità per le altre persone e per le culture diverse. Personalmente, avevo sedici anni quando ho visto per la prima volta Nymphomaniac, l’acclamato film di Lars Von Trier, e devo dire che mi ha decisamente colpita; Stacy interpretava Joe, uno dei personaggi principali, e questo è stato il suo clamoroso debutto. Da quel momento in poi è sempre sul set, senza sosta. Martin ha le idee chiare sulle questioni socio-politiche che ci troviamo ad affrontare al giorno d’oggi, e reciterà in La Graine, il nuovo film di Eloise Lang in uscita quest’anno, che racconta la storia di una coppia omosessuale desiderosa di avere un figlio. Stacy è indubbiamente talentuosa, chiaramente bellissima ed, essendo per metà francese, anche molto sofisticata: il che la rende la perfetta ragazza Louis Vuitton. Per questa Cover Story di Febbraio racconta a MUSE che adora organizzare grandi cene, ma anche guardare tre film al giorno, e che ultimamente è molto intrigata da ruoli che richiedono un allenamento fisico, per scoprire di più su se stessa e spingersi oltre i propri limiti.

THROUGHOUT THE STORY FULL LOOKS LOUIS VUITTON.

GO Ciao Stacy, sono molto contenta di conoscerti! Come stai? Cos’hai fatto di recente?

SM Ora sono a casa per le riprese di Le Malade Imaginarie di Oliver Py, mi sto riposando prima di iniziare il prossimo progetto a marzo con Brady Corbet. Recentemente ho lavorato e viaggiato molto con persone che mi hanno davvero stimolata.

GO Tramite il tuo Instagram sono riuscita a seguire alcuni accenni di La Graine, il nuovo film di Eloise Lang che uscirà quest’anno, dove interpreti una donna innamorata di un’altra donna, una coppia che ha il sogno di avere una famiglia… raccontaci di più!

SM La Graine è una commedia di Eloise Lang con Marie Papillon e Francois Damiens, parla di una coppia che sta cercando di avere un figlio attraverso la fecondazione assistita, un processo accessibile solo alle coppie eterosessuali in Francia fino al 2021. La storia è ambientata nel 2018, e il film racconta l’evoluzione del mio personaggio, Ines, insieme a quello di Lucie (interpretata da Marie Papillon) da quando si innamorano a quando cercano di avere un bambino. Il percorso per la maternità è stato accompagnato da un viaggio lungo il Belgio con un dottore bizzarro e insolito. Quello che mi ha colpito inizialmente è che il film combina l’aspetto politico con quello comico. Il personaggio di Ines è totalmente assorto dal sogno di diventare mamma, ma la coppia sfortunatamente è colpita da problemi legali derivanti dalla nostra società, che stiamo ancora lottando per cercare di cambiare. Essere un genitore al giorno d’oggi secondo me è qualcosa di molto più grande e meraviglioso, rispetto all’impostazione normativa che sta influenzando la nostra società. Tutti hanno il diritto, a prescindere dalla loro identità sessuale, di diventare genitori, e ci sono ancora molti ostacoli che credo siano davvero datati e deleteri. Abbiamo girato il film in un mese in giro per il Belgio, è stato un set incredibilmente inclusivo ed è stato bellissimo esplorare il genere della commedia. L’umorismo di Eloise Lang è molto particolare ed è stato divertente lavorare con lei per la creazione del personaggio di Ines come una persona gentile, e a volte anche come una futura mamma nevrotica.

THROUGHOUT THE STORY FULL LOOKS LOUIS VUITTON.

GO Hai recitato in molti film indipendenti, con un grandioso e insolito debutto in Nymphomaniac di Lars Von Trier, ma sei richiesta sia da Hollywood che dal cinema d’autore. Cosa distingue questi due mondi? Saresti in grado di dire quale preferisci?

SM Quando ho recitato in Nymphomaniac nel 2012 la differenza tra cinema d’autore e Hollywood era molto più concreta. Se ti dedicavi ad uno non potevi fare l’altro, ed era molto raro trovare un attore, un regista o un direttore dedicarsi ad entrambi. Oggi il cinema è stato coinvolto in molte realtà che hanno reso meno netta la differenza fra i due mondi, come l’affermazione e l’influenza delle piattaforme streaming, l’ossessione che abbiamo per i contenuti veloci e anche il periodo della pandemia. Penso che sia emozionante e che dovremmo andare oltre questa dualità opposta; io, come attrice, vorrei poter esplorare più personaggi contrastanti, generi differenti e registi diversi. Lars è stata una delle prime persone che mi ha messa alla prova, spronandomi a guardare oltre questa dualità. Credo che sia divertente e inaspettato, mi tiene sulle spine.

GO Al momento sei ossessionata da qualche film o serie tv?

SM Mi sto portando alla pari guardando tutti i film premiati, perché ho lavorato per la maggior parte della seconda parte dell’anno. Quindi sto guardando questi senza sosta, e alcuni mi hanno davvero colpita. Sopratutto Close di Lukhas Dhont e Triangle of Sadness di Ruben Ostlund. Poi c’è anche Blue Jean di Georgia Oakley, che è da considerarsi come un film d’esordio, e mi ha reso entusiasta del cinema inglese come non lo sono mai stata prima.

GO Sei più un tipo da Netflix e divano o sei l’anima della festa?

SM Probabilmente sono entrambe le cose. Ci sono volte che adoro immergermi nel cinema e guardare anche tre film al giorno, cucinare e leggere. Altre volte ho voglia di vedere gli amici e uscire. Adoro organizzare a grandi cene circondata da tante persone, richiede tanta energia, ma riunirsi a mangiare è un modo fantastico per rimanere connessi e condividere un momento della giornata e della propria vita con gli altri. È un momento celebrativo che mi da conforto.

GO Se dovessi scegliere una persona con cui cenare, chi sceglieresti?

SM Sceglierei Gena Rowlands. È una delle mie più grandi ispirazioni. Avrei tantissime domande riguardo Opening Night, Gloria e il suo lavoro con Cassavetes, ma probabilmente finirei ad ascoltarla per ore mentre parla di vasi per piante. Per me è un’attrice che si è distinta particolarmente ad Hollywood, con interpretazioni che hanno una qualità da cinema d’autore. È cruda, sorprendente e incredibilmente toccante. I suoi film sono tra gli unici che riesco a rivedere più volte.

GO Sei fantastica nell’ultima collezione SS23 di Nicolas Ghesquière. Cosa significa per te essere una ragazza Louis Vuitton?

SM Amo lo stile di Nicolas e la sua etica. È di grande ispirazione, le sue creazioni sono sen- za confini ed esprimono molta forza: racconta- no sempre una storia e fanno riferimento ai suoi movimenti artistici o architettonici preferiti. È bello poter far parte di quel mondo e vedere le sue collezioni ogni stagione.

GO Se potessi imparare una nuova skill ora, quale sceglieresti?

SM Ci sono tante cose che avrei bisogno di im- parare. Devo rifare l’esame di guida manuale perché quando avevo 19 anni ero pigra e ho passato solamente quello di guida automatica; anche la patente per la moto, quindi se potessi risolvere questa cosa all’istante sarei entusiasta. Ho anche cercato di imparare il pianoforte per tanti anni, ma non sono andata molto lontano. Ci sono così tante cose!

 

 

Leggi l’intervista completa sul numero di Febbraio, Issue 61.

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