MANIFESTO

#63

CHANGE OF SPACE

JEFF KOONS

2022.09.16

Photography FABIO CROVI
Interview BILL POWERS

GRECIAN SON

 

Era il solstizio d’estate, la giornata più lunga dell’anno, e il sole splendeva, quando l’esibizione Jeff Koons: Apollo è stata inaugurata ad Hydra.

Quel giorno, Koons ci ha guidato attraverso la sua nuova serie di opere d’arte concepite appositamente per gli spazi della Fondazione DESTE. La mostra, aperta al pubblico fino ad Ottobre 2022, è un’installazione che presenta nuove sculture di Koons insieme ad opere selezionate dall’artista per coinvolgere lo spettatore in un dialogo metafisico tra il contemporaneo e l’antico. La mostra segna oltre vent’anni dall’ultima personale di Jeff Koons in Grecia.

 

Jeff Koons in conversazione con Bill Powers

 

BP Quando sono arrivato in studio eravate impegnati in una riunione di produzione. Posso chiederti di cosa stavate parlando?

JK Lavoro sempre fino all’ultimo momento possibile, in modo da portare ogni progetto alla sua completa realizzazione. I vari elementi della mostra ad Hydra provengono da luoghi diversi, e questo comporta questioni logistiche di spedizione, di rifiniture…Al momento sto lavorando ad un wind spinner di circa dieci metri di diametro con il volto di Apollo. Si troverà in cima alla Slaughterhouse, così quando si arriva via mare la prima cosa che si nota è questo sole riflettente realizzato in bronzo, caratterizzato da una qualità antica; ma l’intera mostra gioca sulla metafisica del tempo.

BP In termini di scala, sembra che tu sia sempre stato affascinato da questi simboli sovradimensionati dell’umanità. Ricordo che una volta mi parlasti di una casa gigante a forma di scarpa che avevi visto da bambino in Pennsylvania.

JK Anche i wind spinner sono una sorta di ornamento da giardino. Ma il mondo antico era pieno di questo tipo di stupore e meraviglia.

BP Ho sempre trovato sorprendente che Il Colosso di Rodi sia esistito in forma ridotta per circa cinquecento anni dopo la sua caduta. All’epoca c’era una venerazione per le rovine che si è persa nella cultura contemporanea. 

JK Mi piace il modo in cui i riferimenti si tramandano. La nostra Statua della Libertà deriva direttamente dal Colosso di Rodi, con quei raggi che fuoriescono dalla sua testa.

“Apollo è il dio del sole, e se si considera il nostro concetto di trascendenza, Apollo ne è il fulcro. Non solo culturalmente, ma anche spiritualmente.”

– Jeff Koons

BP Se dovessi scegliere un’epoca: greca o romana?

JK Greca, ma conosciamo i greci solo attraverso i romani. È difficile distinguerle, perché spesso si fa riferimento a una copia romana della versione greca. Ho realizzato una nuova scultura dipinta di Apollo con una cetra, il cui marmo originale si trova al British Museum. Ricordo che circa dodici o quattordici anni fa ho visto l’opera a Londra per la prima volta e ho pensato: “Wow”. Chiamai subito mia moglie dicendole di venire a vedere….rimasi davvero affascinato dal loro Apollo. Sono tornato ad osservarlo forse sei anni fa e ho pensato ancora: “Questa è la scultura più sensuale che abbia mai visto”.

BP Quale aspetto ti affascinava? La posa? La muscolarità? 

JK È Apollo, quindi ci sono sia elementi maschili che femminili insieme. 

BP La mia rappresentazione preferita è l’Apollo e Dafne del Bernini a Roma, alla Galleria Borghese.

JK Quando Apollo suona la musica, la sua identità femminile emerge. È molto più sinuoso e voluttuoso. Naturalmente è con la sua cetra, che era la chitarra originale. Allo stesso tempo, Apollo è un cacciatore, quindi ha il suo arco, le sue frecce e il serpente al suo fianco. Apollo è il dio del sole, quindi se si considera il nostro concetto di trascendenza, Apollo ne è il fulcro. Non solo culturalmente, ma anche spiritualmente.

BP Ora capisco il collegamento tra la tua mostra in Grecia con Apollo e il tuo progetto NFT sulla luna. È molto yin e yang. 

JK È quello che intendevo. Naturalmente, le Moon Phases del progetto sono celestiali e lo stesso vale per la scultura del sole alla Slaughterhouse. Entrambe hanno a che fare con il tempo, ed entrambe si basano sulla filosofia greca.

BP Quindi si tratterà di mettere una vera e propria sfera panoramica sulla luna?

JK Metterò sulla luna 125 Moon Phases. Le sfere saranno contenute in un cubo di plastica con al centro la luna eclissata. Tutti questi oggetti sono materiali approvati dalla NASA, che deflettono le radiazioni e i raggi ultravioletti, mantenendo gli oggetti puri in eternità, resistendo agli elementi. Tutte le Moon Phases includeranno la deposizione di vapore, con un sottile strato di metallo sulla sommità di ogni sfera per aumentarne la riflettività. Ogni sfera deve pesare meno di otto grammi a causa dei limiti del carico utile.

BP E ogni sfera porta il nome di un’icona? 

JK Ognuna porta il nome di una persona, sì.

BP Vedo che una Moon Phase porta il nome di David Bowie. Non ti ha forse intervistato per la rivista Modern Painters?

JK Mi sento molto fortunato ad aver chiamato David Bowie mio amico, ad aver avuto la possibilità di interagire con lui e di trascorrere del tempo insieme. È un talento straordinario. Quando frequentavo la scuola d’arte nel 1972, era un artista di grande impatto. Parlai con David per realizzare un dipinto che lo raffigurasse come Apollo, mettendo una sfera astrale sulla fronte di Ziggy Stardust.

BP Chi altro è rappresentato come Moon Phase?

JK Si va da David Bowie a Prassitele, da Elvis Presley a Marilyn Monroe, da Madre Teresa a Salvador Dalì.

BP Avendo visto di recente The Andy Warhol Diaries su Netflix, mi sono ricordato di come gli artisti a volte utilizzino riferimenti alla cultura pop come mezzi di racconto biografico. Prima di vedere la serie su Warhol, ad esempio, non avevo mai pensato che dipingendo il logo della Paramount mountain Andy facesse un tacito cenno al suo fidanzato. Nel tuo caso, avere personaggi come Bowie e Dalì, con cui hai avuto a che fare nella vita reale, rende il legame personale e eleva questi personaggi dall’essere semplici icone.

JK Ricordo il periodo in cui Andy stava realizzando quelle opere. Negli anni Ottanta c’erano anche aziende che facevano rebranding e si modernizzavano.

BP Come hai fatto a limitare i nomi delle fasi lunari a 125 persone?

JK Qualsiasi tipo di lista io faccia è sempre soggettiva, ma ho cercato di includere tutte le culture.

 

Leggi l’intervista completa sul numero di Settembre, Issue 60.

Il mio lavoro ha sempre avuto una qualità aspirazionale. Si tratta di un’evoluzione. Non solo di evolvere come individuo, ma come comunità.”

– Jeff Koons

Jeff Koons: Apollo, in esposizione alla Fondazione DESTE, Hydra, fino al 31 ottobre 2022.

 

www.deste.gr

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