MANIFESTO

#63

CHANGE OF SPACE

VALENTINA BELLÈ

2023.09.15

Credo che a farmi innamorare sia stata la sensazione che sul palcoscenico tutto fosse possibile. […] Forse, da qualche parte, nell’atto di recitare mi sento immortale.

VALENTINA BELLÈ IN CONVERSAZIONE CON GUIA ORTOLANI

 

GO Ciao Valentina, come stai? Cosa stavi facendo prima di iniziare quest’intervista? 

VB Ciao Guia, sto bene grazie! Sono tornata poco fa dal campetto da basket vicino casa, non sono affatto brava eh, non ho mai giocato, ma mi piace e mi rilassa andare a tirare un po’… D’estate a Milano si sta così bene, ed è più facile trovare campetti liberi.

GO Cosa ti ha spinta a decidere di intraprendere la carriera da attrice? Come ti senti quando interpreti un personaggio? 

VB Tutto è iniziato con un corso di teatro a scuola, e credo che a farmi innamorare sia stata la sensazione che sul palcoscenico tutto fosse possibile: la realtà mi ha sempre un po’ annoiata e il teatro, la recitazione, mi danno l’illusione di poterla espandere. Il concetto di tempo stesso si trasforma, si annulla, è qualcosa di miracoloso che tutti dovrebbero provare almeno una volta. Ogni personaggio è un viaggio diverso… Tutte le volte mi auguro di “sentirmi” e “sentire” come loro, e quando accade mi sorprendo, mi espando e rubo tutto di loro: i desideri, le speranze, le pene. Forse, da qualche parte, nell’atto di recitare mi sento immortale.

“Ho appena finito un film che ho amato profondamente, La Vita Accanto, del regista Marco Tullio Giordana, che per me è uno degli ultimi poeti. Ho avuto la fortuna di conoscerlo e di assistere al suo divenire creativo”.

– Valentina Bellè

THROUGHOUT THE STORY FULL LOOKS BOTTEGA VENETA.

GO Ti è appena stato assegnato il Nastro d’argento come miglior attrice non protagonista in The Good Mothers. La serie racconta una storia vera di tre donne unite dal coraggio. Quale è stata la scelta più coraggiosa della tua vita, fino ad ora? 

VB Sono felicissima di aver ricevuto il Nastro per un progetto che ho davvero amato! The Good Mothers racconta le storie di Lea Garofalo, Denise Cosco, Maria Concetta Cacciola e Giuseppina Pesce, e di come abbiano tentato di emanciparsi dalla realtà violenta e fortemente patriarcale della ‘ndrangheta calabrese. Il loro Coraggio arriva da una sofferenza che ho potuto solo intuire, credo sia più vicino all’istinto di sopravvivenza che non all’idea eroica che associamo a questa parola. Per quanto mi riguarda devo munirmi di coraggio ogni volta che comincio un progetto, per tenere a bada l’insicurezza e la paura di non riuscire a servire le storie come meritano. Anche quando devo guidare per chilometri… Ho paura delle autostrade da quando a diciotto anni ho rischiato un brutto incidente. Mi devo armare di coraggio anche per scegliere e alle volte rinunciare a dei lavori, nel2l’attesa di storie che possa amare sinceramente, rischiando il vuoto di mesi. Potrei andare avanti… Nella vita ci vuole coraggio anche per le piccole cose.

GO Hai più volte rivelato di come per te sia fondamentale ritagliarsi dei momenti di solitudine. Come gestisci, invece, l’adrenalina del set? 

VB Amo la solitudine! Ne ho bisogno proprio per ritrovare un mio centro dopo l’adrenalina del set. Sono instancabile quando lavoro, mi diverto e andrei avanti per giorni senza dormire, mi dimentico di tutto il resto.

“Aspetto le collezioni di Matthieu Blazy con la stessa curiosità accesa con cui aspetto i film dei grandi registi. Credo che Bottega Veneta stia alzando l’asticella di tutto il mondo della moda”.

– Valentina Bellè

THROUGHOUT THE STORY FULL LOOKS BOTTEGA VENETA.

GO Quali sono gli aspetti di un film che ti fanno pensare sia un buon progetto? 

VB La sceneggiatura è la prima cosa, in altri casi è il regista, altre volte sono gli attori, ma ho capito che senza una buona sceneggiatura o un bravo regista tutto il viaggio è compromesso. Poi quando gli astri si allineano per tutti… Beh lì sì che è il mestiere più bello del mondo.

GO Sei bellissima nell’ultima collezione di Bottega Veneta, che hai indossato in occasione di questa Cover Story! Immagino che le tue radici venete, essendo nata e cresciuta a Verona, ti abbiano naturalmente avvicinata al brand… 

VB Che dire di Bottega Veneta: ogni volta che provo un capo mi sembra di indossare non un abito ma un’opera d’arte. Aspetto le collezioni di Matthieu Blazy con la stessa curiosità accesa con cui aspetto i film dei grandi registi. Credo stia alzando l’asticella di tutto il mondo della moda. E sì, che con il marchio io condivida le stesse origini non può che farmi piacere.

GO La prima volta che ti ho vista sullo schermo ero a casa con mio papà, guardavamo Principe Libero, film sulla storia di De Andrè. Siamo rimasti davvero catturati, coinvolti dalla tenerissima e profondamente emotiva relazione tra Fabrizio De Andrè (Luca Marinelli) e Dori Ghezzi (Valentina Bellè). Ho scoperto che tu e Luca siete grandi amici anche nella vita reale e collaborate a diverse cause sociali.

VB Che bello che l’hai visto con tuo papà! Sono molto affezionata a Principe Libero, è stata la prima grande svolta di maturità nella mia professione, e il gruppo di lavoro era straordinario, a partire da Luca, attore geniale e generoso. Sì, con lui faccio parte della Onlus Pen Paper Peace, fondata da Alissa Young più di dieci anni fa, e da qualche anno lavoriamo insieme al Progetto Buddy, il cui scopo è dare sostegno emotivo e scolastico gratuito ai ragazzi delle scuole medie e del liceo. Dal Covid, insieme alla crescita della povertà economica, si è riscontrato un aumento della povertà educativa con gravi effetti sull’apprendimento e sull’abbandono scolastico. Il nostro desiderio è quello di garantire un aiuto accessibile a tutti e tutte.

 

Leggi l’intervista completa sul numero di Settembre, Issue 62.

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