MANIFESTO

#63

CHANGE OF SPACE

DOPPIO SOGNO

2024.01.15

Testo di Francesca Fontanesi

Jonathan Anderson manipola le proporzioni, dando vita a cardigan e pantaloncini dallo spirito audace. Il rosso permea ogni dettaglio della FW 24-25; è l’immagine di un comfort intimo e di un lusso eccentrico allo stesso tempo. In questa collezione Stanley Kubrick e Arthur Schnitzler sono ovunque.

Jonathan Anderson gioca con le dimensioni, gonfiando cardigan e pantaloncini con eccentriche fodere in raso che sporgono come grandi passamanerie composte da diversi tipi di bordure. Ma gioca anche con il paradosso, sul concetto di ossimoro, portando allo scontro la realtà superficiale con la realtà sotterranea con un’ispirazione ben precisa in mente. I blazer di velluto si nascondono sotto spalle oversize e maglioni fuori misura: le camicie, anch’esse, muovono maniche quasi gigantesche. I cardigan color uva, impreziositi da risvolti rosa imbottiti che sporgono con grazia dal petto di chi li indossa, incarnano il comfort dei capi che ci riserviamo di indossare solamente nel privato, ed è qui che Anderson spalanca le porte del cinema kubrickiano: dalla scena del ballo in maschera di Eyes Wide Shut deriva l’enfasi sul rosso e tutte le sue declinazioni, che nella FW 24-25 compaiono sia nei dettagli come i guanti e le spille asimmetriche, sia nei total look straordinariamente accessoriati, come quello di una semplice camicia bianca impreziosita da un ulteriore paio di maniche allungate. Il colore permea l’intera presentazione, compresi i capi stampati con i dipinti di Christiane Kubrick sulla maglieria e su tre diversi abiti lunghi; altri pezzi racchiudono il ritratto del gatto Polly, una pianta in vaso con un codice a barre ancora sulla vasca e l’interno di un’automobile.

“Non avevo mai guardato un film come punto di partenza per una collezione prima d’ora. Sono diventato ossessionato da Christine Kubrick e da come ha dipinto la maggior parte delle opere d’arte del film del marito.”

–Jonathan Anderson

Strano e perversamente domestico, soffice e bombato, tutto è spento.

 

Sebbene la collezione sia ricca di colori–nero, giallo, viola, grigio, cammello, verde, marrone, rosa, bianco e oro–la passerella di JW Anderson è uno spettacolo oscuro. Doppio sogno di Arthur Schnitzler del 1925 è ovunque, e JW Anderson porta in scena diversi riferimenti all’opera attraverso rappresentazioni vivaci ma essenziali per l’immaginario della collezione. Chiaro riferimento è quello a Paula on Red, il quadro che domina il bagno degli Ziegler e che riprende la nudità della prostituta Mandy. I tailleur sono provocanti e quasi fetish, con stelle di natale stilizzate. Una giacca da sera oversize in velluto rosso per l’uomo diventa una parodia del potere formale, completata da scivoli in sughero con nappe ghillie e camicie con pettorina. Il tocco caratteristico di JW Anderson, caratterizzato da predilezioni ricorrenti come ad esempio gli shorts, trova espressione in tacchi alti decorati con nappine e mocassini strutturati. A questo punto la tappezzeria e le composizioni si trasformano in vestiti, la realtà che ci circonda diventa ambivalente, mentre i suoni di Jessica Dannheisser e Tom Boddy ci trasportano nell’Universo Anderson.

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