MANIFESTO

#63

CHANGE OF SPACE

NAVATA ROMANTICA

2024.01.24

Testo di Francesca Fontanesi

Attraverso piume leggerissime e costruzioni raffinate, Chanel svela l’indiscusso protagonista della nuova collezione Haute Couture: il bottone, punto di partenza per un’esplorazione artigianale e visiva della Maison. Le figure maschili e i dettagli corporei danno vita a una collezione estremamente femminile che si muove con delicatezza tra collant bianchi e body pastello.

Un chiaro omaggio a Gabrielle Chanel ha inaugurato la passerella attraverso la gorgiera Pierrot di chiffon indossata da Margaret Qualley, accompagnata da una giacca di tweed color crema e una gonna a balze sovrapposta da una gonna più lunga di tulle.

 

Così si apre un paesaggio di gonne leggere e trasparenti, vestiti lunghi, tute e mantelline adornate da ricami raffiguranti drappeggi, piccoli fiocchi, tasche di tulle, cinture di pizzo, paillettes, trecce e fiori. Ma anche leggings bianchi sovrapposti da pantaloni in tulle nero, abiti a balze, cappotti leggeri in lana riccia ecrù e una giacca con finte tasche. Piume leggerissime e trasparenze fanno in realtà solo da contorno a quello che è il protagonista indiscusso della nuova collezione Chanel Haute Couture presentata a Parigi: il bottone. Inizia come un piccolo strato singolo che sporge in vita da una gonna, per poi trasformarsi in un dettaglio più audace che si gonfia verso l’esterno e come un gioiello aggiunge un tocco di carattere all’allure della Maison Francese. Virginie Viard gioca con queste illusioni visive, sovrapponendo pantaloni trasparenti su calze bianche opache per simulare una copertura e aggiungendo un pannello nero traslucido sotto l’orlo di una minigonna per evocare un’ombra. I look si distinguono tra loro grazie alla costruzione di diversi capi guida, come un cappotto nero sopra il ginocchio a vita aderente accostato a una minigonna bianca dal taglio a tutù; una giacca lunga in tweed bianco e nero su un lungo abito di tulle bianco con maniche a bolle; un abito trasparente in pizzo con paillettes blu su una gonna color panna, senza mai però far sembrare di poter perdere la percezione della collezione nella sua totalità.

“Ho cercato di unire la potenza e la finezza dei corpi e degli abiti in una collezione molto eterea, composta da tulle, balze, pieghe e pizzo.”

– Virginie Viard

Gonne a matita in chiffon trasparente introducono una nota di seduzione in contrapposizione a una spensierata leggerezza. La danza – in particolare il balletto – è servita come principale fonte d’ispirazione per la sfilata, contraddistinta non a casa da un’abbondanza di tulle, rouches e body bianchi. “Penso spesso alla danza, è un tema importante per Chanel”, ha spiegato Virginie Viard. Diversi look sono impregnati di nostalgia, ispiranti a motivi storici come gli abiti da tè vittoriani, le decorazioni rococò, i flapper dresses degli anni Venti e le robes du soir, i fiocchi stile renoir e gli abiti redingote Settecenteschi, tutti dotati addolciti da quella purezza e quella freschezza tipica dell’innocenza della giovinezza. Già dal terzo look il riferimento alla danza è chiaro; sfila la silhouette di un completo di tweed composto da una giacca corta la cui parte sottostante è a forma di body. La collezione dominata da sfumature rosa e bianche deve non a caso i suoi tocchi di colore vivace ai Ballets Russes di Léon Bakst e Sergei Diaghilev. La meraviglia ineffabile del lavoro artigianale di Chanel si inclina in avanti, grazie ad alcune eccezionali tecniche artigianali: un completo beige con giacca corta che sembrava imitare un tweed a maglia aperta realizzato con un simil-ricamo in rafia; un vestito di chiffon rosa con corpetto arricciato e fiocchi in tessuto mischiati nelle gonne. Il gran finale: una piccola tunica bianca e argento da sposa con maniche di chiffon a palloncino e lunghi metri di tulle bianco, sola.

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