MANIFESTO

#63

CHANGE OF SPACE

CLUB ZERO

2023.11.10

Jessica Hausner presenta il nuovo film CLUB ZERO: un dramma psico-sociologico che scandaglia alcuni cortocircuiti della società contemporanea. L’esagerazione fino all’assurdo dona un approccio umoristico ai temi più cupi del film e indaga le nuove generazioni da un punto di vista inedito.

Club Zero è il film di recente uscita di Jessica Hausner, precedentemente in concorso a Cannes e co-prodotto dal regista Ulrich Seidl. La regista austriaca fiancheggia vari generi senza mai entrarci appieno, pur avendo una carriera non troppo lunga alle spalle ha già saputo esprimere una precisa idea di cinema. Il film si snoda all’interno di un college d’élite di un’imprecisata cittadina europea dove a portare lo scompiglio fra studenti e genitori è l’arrivo di una nuova docente, la professoressa Novak (Mia Wasikowska), che si occupa di scienze dell’alimentazione. Questo personaggio porta in scena la cosiddetta alimentazione consapevole, cioè una nutrizione misurata – basata sul mangiare poco e sull’inspirare prima di mettere in bocca – che sia di aiuto all’ambiente e al corpo, tramite l’autofagia, cioè l’autoeliminazione delle tossine. Club Zero riflette sull’atto di mangiare e più in generale sulla nutrizione valorizzando in modo totalizzante questa attività personale e allo stesso tempo sociale. Durante tutta la storia si sviluppa una vera e propria credenza, la “religione del cibo”.

“C’è un certo tipo di assurdità che alberga nella nostra esistenza. Considerate da un punto di vista più distante, molte delle cose in cui crediamo e che facciamo sembrano ridicole, assurde o vane. Nei miei film cerco sempre di trovare una prospettiva distante per riflettere su questo.”

– Jessica Hausner

Gli studenti seguono con entusiasmo la religione della signora Novak, applicando le regole anche a casa suscitando perciò la perplessità dei genitori. La preside del college si ritiene soddisfatta, fino a quando la situazione si fa sempre più estrema: la Novak rivela ai ragazzi l’esistenza nel mondo di una setta segreta di persone – il Club Zero – che riesce a vivere senza mangiare, ed è così che cinque tra i suoi alunni decidono di seguirla fino in fondo, con conseguenze imprevedibili. Lungo tutto il film sono presenti favole aggiuntive raccontate per aiutare i bambini e gli adulti ad acquisire una bussola morale, per imparare a distinguere il bene dal male. L’uso delle fiabe come fonte di ispirazione lascia spazio anche a un approccio più distanziato, per un punto di vista generale: i dettagli psicologici o sociali vengono messi in secondo piano per raccontare una storia universale, mentre i personaggi assomigliano ad archetipi e non sono studiati profondamente. L’estetica sospesa enfatizza l’idea di un non luogo: ambientazione, costumi, uniformi – non si sa esattamente quando o dove si svolge la storia. Jessica Hausner usa tutti quesi elementi per riflettere profondamente sulla società di oggi e per ricordare il suo passato. La regista ha infatti frequentato una scuola cattolica femminile negli anni ’80 dove l’idea di mangiare poco era prevalente. Così, frammenti biografici si riversano nella sceneggiatura: la competizione tra i ragazzi, le regole severe e la dipendenza. Jessica Hausner fino alla fine della pellicola ci porta nell’angolo buio del presente, dove il controllo maniacale del cibo è la trappola che attrae gli adolescenti in cerca di una forma di inclusione.

“Una grande ispirazione per me è stata la favola del Pifferaio di Hamelin, in cui tutti i bambini muoiono alla fine, tranne uno, che quel giorno essendo malato non si è unito agli altri. Mi sono ispirata anche alle fiabe russe, che trasmettono una morale completamente diversa da quella delle fiabe europee. La morale è distribuita in modo diverso, i delinquenti e i criminali sono spesso gli eroi della storia.”

– Jessica Hausner

Per ulteriori informazioni academytwo.com

WOMEN!

2024.04.12

WOMEN, Pirate Edition! 女性  è la versione fanzine del volume originale dedicato al lavoro di Nadia Lee Cohen, fotografa di paesaggi onirici, saturi e surreali che catturano i piaceri e i terrori viscerali dell’ambiente urbano.

Preservation

2024.04.11

Preservation è la nuova exhibition curata da Paige Silveira e Paul Hameleine, curator e modello francese. La mostra collettiva include i lavori di artisti conosciuti e talenti emergenti, come Alyssa Kazew, Gaspar Willmann, Ladji Diaby, Ron Baker e Wolfgang Laubersheimer.

CULTURE

FASHION EYE

2024.04.09

Nel nuovo Fashion Eye: United Kingdom a cura di Louis Vuitton, Martin Parr cattura i quattro angoli della Gran Bretagna a partire dal 1998 a oggi. Attraverso immagini esclusive, il progetto gioca sopra un inaspettato accostamento tra il festival di Glastonbury e l’incoronazione di Re Carlo.

NEWS

AN INVITATION TO DREAM

2024.04.08

Dal 15 al 21 aprile le stampe litografiche in bianco e nero di Jack Davison trasformeranno gli spazi di Milano Centrale in un dialogo interattivo, capace di durare anche dopo la partenza dei suoi spettatori.

PHOTOGRAPHY

Eight Seconds.
Black Rodeo Culture

2024.04.05

Il nuovo libro fotografico di Ivan McClellan è un glorioso tributo alla cultura contemporanea dei Black Rodeo in America, e racconta la storia di una comunità che attraverso lo sport e l’amore per la propria terra getta un ponte tra passato, presente e futuro.