MANIFESTO

#63

CHANGE OF SPACE

BASQUIAT: MADE ON MARKET STREET

2024.03.08

Testo di Francesca Fontanesi

Nel 1981, Basquiat incontra Larry Gagosian e si trasferisce in Market Street, a Los Angeles. Il suo arrivo porta una ventata di freschezza sulle coste del Golden State, inaugurando un periodo di rinascimento culturale e produzione artistica senza precedenti.

Jean-Michel Basquiat: Made on Market Street
Curated by Fred Hoffman with Larry Gagosian
March 7–June 1, 2024
Gagosian, Beverly Hills

 

 

Dopo aver conosciuto Basquiat per la prima volta nel 1981, Larry Gagosian lo invitò a Los Angeles. La mostra presso la Larry Gagosian Gallery di LA – la prima volta che il suo lavoro veniva presentato sulla West Coast – aprì nell’aprile 1982, subito dopo la sua prima mostra personale a New York presso la galleria di Annina Nosei. La mostra di Los Angeles fu vista come l’arrivo di una voce significativa sia dal pubblico che dai collezionisti. Nel novembre 1982 Basquiat tornò in California, vivendo e lavorando presso la residenza di Gagosian in Market Street, una struttura di tre piani con un cortile interno aperto alla luce e all’aria della spiaggia vicina. Tra novembre 1982 e maggio 1984, Basquiat produsse circa un centinaio di dipinti, numerose opere su carta e sei edizioni serigrafiche a Venice: per essere un artista strettamente legato alla scena artistica newyorkese degli anni ’80, Basquiat fu innegabilmente straordinariamente prolifico a Los Angeles. La mostra intitolata Made on Market Street ospitata da Gagosian riflette su quest’era significativa della vita dell’artista, riunendo circa trenta opere – molte delle quali fanno parte dei suoi dipinti più importanti.

“Los Angeles è sempre stata una grande città per gli artisti e Jean-Michel sembrava trovarla una ventata d’aria fresca rispetto a New York. Sebbene l’immensità del suo talento fosse immediatamente evidente, è stato comunque uno dei momenti salienti della mia carriera lavorare con lui, introdurlo a Los Angeles e assistere all’incredibile impatto che la sua arte e il suo lascito hanno avuto sulla nostra cultura”.

– Larry Gagosian

Jean-Michel Basquiat nasce a New York negli anni Sessanta da genitori haitiani e portoricani. La madre soffre di depressione, mentre il padre è violento, ragione di un’infanzia difficile e complessa che influenzerà la sua arte. Basquiat si fa conoscere al pubblico per la prima volta grazie alla collaborazione con l’amico Al Diaz e alla realizzazione di alcuni graffiti intitolati SAMO (Same Old Shit). Inizia a frequentare la scena underground delle feste newyorkesi e quella punk del Mudd Club a TriBeCa, dove comincia a fare il DJ. Grande amante del jazz e della poesia, Basquiat è coinvolto nel rinascimento culturale di New York; incorpora sempre più spesso il suo amore per la poesia nelle proprie opere d’arte, sovrapponendo i testi alle immagini. Negli anni Ottanta, Basquiat inizia a dipingere e disegnare su consiglio di Diego Cortez, conosciuto durante una serata al Mudd.

Sempre all’inizio degli anni Ottanta, Basquiat conobbe anche Fred Hoffman – che al tempo dirigeva la New City Editions – e insieme realizzarono sei stampe in edizione limitata, tra cui Tuxedo (1982) e Untitled (1983), serigrafie su tela di grandi dimensioni. Caratterizzata da testo bianco, schizzi e frecce direzionali su fondo nero, Tuxedo contrasta con i dipinti intensamente colorati di Basquiat dell’epoca a causa della densa raccolta di frasi allusive che ascendono dal basso fino alla corona in cima. Per Basquiat, lavorare a Venice Beach significava possedere un rifugio dalle distrazioni e dalle pressioni della scena artistica di New York. Molti dei dipinti che produsse a Venice vennero esposti alla successiva mostra di Los Angeles, inaugurata l’8 marzo 1983 presso la Larry Gagosian Gallery, e in cui presentò circa trenta dipinti, tra cui Hollywood Africans, Horn Players, Museum Security (Hollywood Meltdown), Luna Park, Untitled e Year of the Boar (tutti del 1983). Made on Market Street presenterà molti di questi lavori cruciali insieme per la prima volta: uno dei punti salienti della mostra è Hollywood Africans, un’opera che ritrae Basquiat insieme ai colleghi artisti Toxic e Rammellzee come nuove celebrità della scena culturale africana in una tavolozza che evoca l’iconica luce del Sud della California. Fusione di disegno, pittura e testo su tre pannelli, Horn Players rende omaggio ai grandi del jazz Charlie Parker e Dizzy Gillespie: l’opera trasmette la vitalità del bebop in uno stile visivo influenzato dai graffiti e dall’hip-hop; lo stesso anno in cui è stato dipinto, Basquiat ha prodotto il pezzo intitolato Beat Bop per la propria etichetta discografica, la Tartown, con la partecipazione di Rammellzee e K-Rob.

Jean-Michael Basquiat, Keith Haring at the Whitney Museum of American Art Manhattan, New York.
Jean Michel, Basquiat, Hollywood Africans, 1983. Whitney Museum of American Art, New York. © Estate of Jean-Michel Basquiat. Photo: © Whitney Museum of American Art/Licensed by Scala/Art Resource, NY. Courtesy of Gagosian.

Nell’estate del 1983, Basquiat fu di nuovo attratto da Los Angeles. Tornò a Market Street, questa volta stabilendo il proprio studio poche porte più in là e rimanendovi fino alla fine della primavera del 1984. Una sera, durante una pausa dal lavoro, entrò nel cortile del suo studio e venne sorpreso dalla presenza di un senzatetto introdottosi in casa dopo aver scavalcato la recinzione. Basquiat decise di rimuoverla del tutto. Abbattere la recinzione di legno significava non avere più un patio chiuso: integrò le assi di legno come supporti per alcuni dei suoi dipinti più iconici, Flexible, Gold Griot e M. Con Flexible, Basquiat riuscì finalmente a porre luce e ad ampliare la questione sulla rappresentazione della propria etnia: l’immagine, vagamente definita e offuscata, raffigura un essere umano frantumato e lacerato. Rappresenta un Griot – narratore, musicista e divulgatore di storia orale della cultura dell’Africa occidentale – ed è probabile che quest’opera d’arte sia stata, in parte, un’esplorazione della propria personalità, considerando la curiosità artistica di Jean-Michel nei confronti delle classi sociali e delle questioni razziali. Quello ritratto da Basquiat diventa sovrano tribale in un momento di auto-incoronazione, con le mani tese e intrecciate sulle spalle, la cui posizione trasmette fede e forza, in qualità del suo eroismo. L’essenza del supporto per il dipinto e il modo in cui questo materiale è nato ci riporta alle radici dell’artista nelle strade di Manhattan. Flexible, Gold Griot e M (tutti del 1984), saranno esposti per la prima volta come gruppo organico di opere nella mostra Made on Market Street, insieme a un catalogo che riproduce le altre opere esposte e a diverso materiale archivistico, tra cui le immagini delle installazioni delle mostre del 1982 e del 1983 presso la Larry Gagosian Gallery, ephemera storici e recensioni delle mostre, nonché fotografie inedite di Basquiat nel suo studio.

 

Jean-Michel Basquiat, Tuxedo, 1982. Private collection, Los Angeles. © Estate of Jean-Michel Basquiat. Photo © Fredrik Nilsen Studio. Courtesy of Gagosian.

Jean-Michel’s Basquiat sisters, Lisane Basquiat and Jeanine Heriveaux, met with filmmaker Tamara Davis, art dealer Larry Gagosian, and author and curator Fred Hoffman to reflect on their experiences with the artist during the 1980s in Los Angeles. During the interview, Larry Gagosian affirmed that “he had more raw talent than any artist I’ve ever encountered. He was just natural. […] He was something of a miracle, in a certain way”.

Jean-Michel Basquiat, Museum Security (Broadway Meltdown), 1983. Private collection. © Estate of Jean-Michel Basquiat. Courtesy of Gagosian.

Per maggiori informazioni gagosian.com.

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