MANIFESTO

#63

CHANGE OF SPACE

ANNIE ERNAUX E LA FOTOGRAFIA

2024.02.28

Testo di Francesca Fontanesi

In Exteriors (Journal du dehors) Annie Ernaux si immerge nelle interazioni ai margini della vita quotidiana. Le sue parole diventano il fulcro di una riflessione visiva che si dispiega attraverso una selezione di immagini provenienti dalla collezione MEP di Parigi. Queste fotografie si fondono con il testo di Ernaux, creando una narrazione politica e sociale.

Exteriors. Annie Ernaux and Photography
MEP-Maison Européenne de la Photographie, Paris
From February 28th until May 26th, 2024

 

 

 

Exteriors. Annie Ernaux and Photography celebra il rapporto stretto tra la fotografia e la scrittura di Annie Ernaux, vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura nel 2022, attraverso testi tratti dal suo libro Exteriors (Journal du dehors), del 1993, e fotografie della collezione della MEP,la Maison Européenne de la Photographie di Parigi. La mostra è il frutto di una residenza condotta dalla curatrice e scrittrice Lou Stoppard nell’aprile del 2022, la quale si è concentrata sull’utilizzo della collezione come catalizzatore per nuove ricerche e nuovi punti d’incontro tra la fotografia e altri mezzi espressivi. Ernaux, nata a Lillebonne il primo settembre del 1940, è conosciuta soprattutto per il suo impegno sociale e femminista, e per la carriera dedicata all’esplorazione di temi universali come la memoria, l’identità e la condizione umana attraverso uno stile preciso e una forte capacità di analisi emotiva.

Nel romanzo, scritto sotto forma di annotazioni giornaliere spalmate su sette anni, Annie Ernaux si concentra sugli incontri effimeri che avvengono ai margini della vita quotidiana di una persona. Pubblicato nel 1993, racconta un viaggio nei dettagli della vita quotidiana a Cergy-Pontoise tra il 1985 e il 1992. Ernaux riesce a catturare magistralmente l’essenza della vita contemporanea ai confini di una grande città: tortuosa, caotica, lirica e intensamente viva. Rappresenta, in molti aspetti, il punto culminante del lavoro di Ernaux – è il primo libro in cui sembra liberarsi dai rapporti personali intensi e ossessivi di cui ha scritto altrove, e il primo in cui riesce a voltare pagina, lasciando il passato alle spalle. Per questo motivo Exteriors (Journal du dehors), un incrocio tra racconto e documentario, diventa il punto di partenza per una riflessione visiva che si sviluppa attraverso più di centocinquanta immagini dalla collezione MEP. L’esposizione è un viaggio attraverso la seconda metà del XX secolo grazie alle fotografie diartisti come Harry Callahan, Claude Dityvon, Dolorès Marat, Daidō Moriyama, Janine Niépce, Issei Suda, Henry Wessel e Bernard Pierre Wolff.

Jean-Christophe Béchet, Istanbul, Turquie (Turkey), 1986, from the portfolio 'European WE 2015'. MEP Collection, Paris. Acquired in 2017. © Jean-Christophe Béchet.

“Descrivere la realtà come attraverso gli occhi di un fotografo e preservare il mistero e l’opacità delle vite che ho incontrato”.

– Annie Ernaux

Daido Moriyama, Untitled, 1969. MEP Collection, Paris. Gift of Dai Nippon Printing Co., Ltd. in 1995.
© Daido Moriyama Photo Foundation, courtesy of Akio Nagasawa Gallery.
Bernard Pierre Wolff, Shinjuku, Tokyo, 1981. MEP Collection, Paris. Bequest from the artist in 1985.
© MEP, Paris.
Claude Dityvon, 18 heures, Pont de Bercy, Paris (18 hours, Bridge of Bercy, Paris), 1979. MEP Collection, Paris.
Acquired in 1979. © Claude Dityvon.
Marie-Paule Nègre, Jardin du Luxembourg, Paris (Luxembourg Garden, Paris), 1979. MEP Collection, Paris.
Gift of the artist in 2014. © Marie-Paule Nègre.

“Parole e gesti di persone sconosciute, destinate a non essere mai più viste, graffiti scarabocchiati sui muri, appena asciutti e subito cancellati frettolosamente; frasi udite alla radio e notizie lette sui giornali. Qualsiasi cosa che, in un modo o nell’altro, mi abbia commosso, turbato o fatto arrabbiare”.

– Annie Ernaux

Come nel libro di Ernaux, le immagini di Exteriors suggeriscono un confronto tra noi stessi attraverso il modo in cui vediamo gli altri. I testi sembrano effettivamente diventare fotografie; oggetti, all’interno di una cornice, che il lettore – o lo spettatore – può osservare, e in cui può entrare. Si è contemporaneamente distanti e coinvolti, vedendo e immaginando, presenti e ricordando. Queste immagini, catturate in diversi paesi, tra cui Francia, Inghilterra, Giappone e Stati Uniti, diventano una narrazione visiva sociale e politica: l’intento è quello di esplorare la vita quotidiana attraverso l’obiettivo di un fotografo, trasformando le parole in immagini. La mostra è organizzata intorno a diversi nuclei-temi centrali, tra cui i rituali del viaggio e del consumo, le performance di classe e genere che sottendono le gerarchie sociali e i sentimenti di paura e solitudine nella città moderna. La sfumatura tra ciò che è pubblico e privato, condiviso e separato, emerge sia nelle parole di Ernaux che nelle immagini dei fotografi esposti. Exteriors – Annie Ernaux and Photography è una celebrazione dell’interconnessione tra il linguaggio scritto e visivo, una narrazione che si svela attraverso l’occhio attento della scrittrice e l’obiettivo di fotografi di fama mondiale: un omaggio alla potente convergenza tra parole e immagini, offrendo al pubblico una prospettiva unica sulla complessità della vita moderna.

 

 

Mohamed Bourouissa, L’impasse, 2007, from the series 'Périphérique', (The impasse). MEP Collection, Paris. Acquired in 2008 thanks to the support of the Neuflize Vie Fondation. © Mohamed Bourouissa. Courtesy of the artist and Mennour, Paris.
Dolorès Marat, La femme aux gants (Woman with gloves), 1987. MEP Collection, Paris. Acquired in 2001. © Dolorès Marat.

Per maggiori informazioni mep-fr.org.

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