Un altare di luce, mito e attesa: Alessandro Michele riscrive la Haute Couture come un’esperienza da guardare in silenzio
Tra il battito ipnotico di Shostakovich e la musica techno, l’eco del Kaiserpanorama e il rosso Valentino che apre la scena, Alessandro Michele trasforma la sfilata in un altare contemporaneo. Un’esperienza lenta, solitaria e quasi sacra, in cui ogni abito è un’apparizione da contemplare, un mito che prende corpo e chiede attenzione in un mondo che corre troppo veloce.