Nella solitaria e selvaggia brughiera dello Yorkshire, tra venti che sferzano le colline e cieli che sembrano non finire mai, nasce una delle storie d’amore più cupe e irresistibili della letteratura: quella tra Catherine e Heathcliff. Un amore che si nutre di rabbia e desiderio, di orgoglio e rancore, e che, come la terra da cui proviene, non conosce pace né misura. È su questo terreno aspro e magnetico che Emerald Fennell, regista premio Oscar per Una donna promettente (Promising Young Woman), torna a lasciare la sua impronta: il 12 febbraio 2026, Cime tempestose (Wuthering Heights) approda nelle sale italiane, promettendo di travolgere lo spettatore con la forza di un uragano. La pellicola è la nuova audace interpretazione del capolavoro del 1847 di Emily Brontë. Nei panni di Cathy e Heathcliff troviamo una coppia di protagonisti di grande fascino: Margot Robbie e Jacob Elordi. Insieme danno vita a un intreccio di amore e distruzione, di pura passione e follia, che trasforma la tragedia romantica per eccellenza in una vertigine cinematografica.
“Non si può adattare un libro così denso, complesso e ostico. Non posso dire di star facendo Cime tempestose: semplicemente non è possibile. Posso solo dire che ne sto creando una versione. Esiste una versione che ricordo di aver letto, anche se non è del tutto reale, ed esiste una versione in cui desideravo che accadessero cose che, in realtà, non sono mai accadute.”
Cime tempestose si preannuncia come un viaggio che conduce dritto al cuore dello Yorkshire, terra che da sempre custodisce l’anima indomita della famiglia Brontë. Le brughiere insidiose, i casali di pietra battuti dal vento, le valli infinite dello Yorkshire Dales: ogni ambientazione reale si trasforma in un set vivo, tangibile. I paesaggi immortalati da Linus Sandgren, direttore della fotografia e premio Oscar, non sono semplici sfondi, ma veri e propri personaggi: la terra stessa si fa eco dei tormenti di Cathy e Heathcliff. Il film, infatti, celebra lo Yorkshire come una natura indomita e sublime: dalle distese delle Yorkshire Moors alle vallate dello Yorkshire Dales National Park, passando per i luoghi simbolo della famiglia Brontë—Haworth, dove le sorelle nacquero e iniziarono a immaginare mondi in tempesta.
“È una grande storia d’amore epica. È da così tanto tempo che non ne avevamo una—forse Le pagine della nostra vita, o Il paziente inglese. Bisogna tornare indietro di decenni. È quella sensazione in cui il petto si gonfia, oppure è come se qualcuno ti colpisse allo stomaco e l’aria ti uscisse dal corpo. È un marchio di fabbrica di Emerald: che sia eccitazione o repulsione, il suo superpotere è suscitare una reazione fisica.”
Emerald Fennell, che firma anche la sceneggiatura, rilegge la vicenda di Cime tempestose con un tocco moderno e viscerale, restituendo l’essenza oscura e anarchica del romanzo di Brontë. Attorno al suo sguardo visionario si muove un cast e una troupe di altissimo livello: accanto a Robbie ed Elordi troviamo Hong Chau, Shazad Latif, Alison Oliver, Martin Clunes ed Ewan Mitchell. La colonna sonora—arricchita da brani inediti di Charli XCX—promette di fondere l’energia contemporanea con l’intensità gotica dell’opera originale. Con questo Cime tempestose, Fennell compie un atto d’amore verso la letteratura e verso i paesaggi che l’hanno ispirata. La sua regia scava nel mito di Catherine e Heathcliff, alla ricerca di ciò che ancora brucia sotto la superficie. E quando, dopo i titoli di coda, lo spettatore avrà il sogno di voler respirare quell’aria e calpestare quei sentieri, sarà proprio lì, tra le alture dello Yorkshire, che il cinema e la realtà si incontreranno. In fondo, Cime tempestose non smette mai di parlarci proprio di questo: del desiderio che consuma, dei legami che distruggono, ma soprattutto della forza di un amore che, incurante del tempo e della morte, continua a promettere tempesta.
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