Tutta la città dentro un appartamento ad angolo: Willy Chavarria trasforma la passerella in un teatro di vita pulsante

Tutta la città dentro un appartamento ad angolo: Willy Chavarria trasforma la passerella in un teatro di vita pulsante

2026.01.26 MAIN FASHION

Di Benedetta de Martino

Dal silenzio contemplativo di un appartamento ad angolo alle strade che respirano e pulsano, Willy Chavarria racconta fede, speranza e saggezza attraverso i capi della collezione Fall/Winter 2026. Tra workwear ironico, couture emotiva e colori che parlano di appartenenza, la sua moda diventa un luogo di incontro, osservazione e amore consapevole.

Luci basse e cuore in gola alla sfilata Fall/Winter 2026 di Willy Chavarria, a Parigi: non un semplice show, ma a un’esperienza totalizzante, un racconto urbano e umano che ha trasformato la passerella in un frammento di vita vissuta, pulsante e fragile. Chavarria apre le porte del suo mondo “The World of Willy” e ci invita dentro ad una città che respira, ama, soffre, spera. New York—filtrata attraverso cinema, teatro e musica—diventa lo spazio simbolico in cui i corpi si muovono. Il racconto si snoda come una vera e propria opera in tre atti. Il primo è dedicato alla fede: non quella dogmatica, ma quella che serve per alzarsi ogni mattina e sopravvivere al caos. In scena, capi da giorno elevati con una sartorialità morbida e molto sensuale. Le giacche segnano il punto vita senza costringere, le spalle sono forti e larghe, ma umane, le gonne piene dialogano con cappotti avvolgenti. È una moda che protegge e osserva la realtà senza giudicarla.

 

Poi arriva la speranza, rumorosa, ironica e carica di colori. Con BIG WILLY, Chavarria apre il suo universo a un pubblico più ampio senza perdere il messaggio di fondo. Workwear, bomber, pantaloni chino e capispalla diventano simboli di appartenenza, energia collettiva, accessibilità consapevole. È qui che la strada entra prepotentemente in passerella: bici lowrider, riferimenti al calcio, collaborazioni che parlano di identità queer, desiderio e connessione. La moda è così un luogo d’incontro.

“Vivo a New York, in un appartamento ad angolo al piano della strada, con grandi finestre. C’è pochissima separazione tra la città là fuori e il mondo dentro casa mia. Lì penso. Osservo le persone. Le guardo correre al lavoro mentre preparo il caffè. Le vedo incontrarsi agli angoli delle strade, entrare nel ristorante di fronte, salutarsi con un bacio, litigare, salire e scendere dai taxi. Guardo le persone innamorarsi. E le guardo anche disfarsi.”

-Willy Chavarria

Il terzo atto è indubbiamente il più intenso: la saggezza. La città di Chavarria si riempie di nuovo, la tensione esplode. Ed è qui che il guardaroba si fa solenne e teatrale, profondamente emotivo. Smoking rilassati per l’uomo, abiti da sera che scolpiscono e scivolano per la donna, vestiti pensati per muoversi lentamente, con intenzione. Il celebre sandwich gown—architettura frontale e fluidità posteriore—diventa metafora perfetta: forza e vulnerabilità che convivono. La collezione femminile gioca con l’alternarsi di precisione e abbandono, strutture nette a drappeggi morbidi sensuali. Quella maschile invece evolve il concetto di elevated sportswear, tra cashmere, jersey grafici e sartoria democratica ma impeccabile. I colori non sono mai casuali: violetti profondi, rossi caldi, blu uniformi e tocchi polverosi dialogano con texture ricche, pelli vissute, shearling animalier, superfici floreali tridimensionali. Gli accessori rafforzano il carattere narrativo: borse italiane dal design deciso, calzature dal sapore anni Settanta reinterpretate in chiave contemporanea, occhiali che parlano di archivio e futuro insieme.

 

Il finale è una dichiarazione d’amore e responsabilità. “Protection is Love” non è uno slogan, ma una presa di posizione. Per Willy Chavarria, vestirsi significa proteggere, e dunque creare uno spazio sicuro. La moda, qui, torna alla sua funzione più alta: renderci più consapevoli di chi siamo e di chi vogliamo diventare.