"The Moment" e l’esperienza del successo come forma di disorientamento nel corpo e nell’immaginario di Charli xcx

2026.01.30 CINEMA

Di Benedetta de Martino

The Moment è un film diretto da Aidan Zamiri, scritto insieme a Bertie Brandes e interpretato da Charli xcx in una versione auto-fittizia di sé stessa. Prodotto da A24, il film si muove tra mockumentary, satira e dramma esistenziale, seguendo l’artista nel periodo immediatamente successivo all’esplosione globale di brat, mentre si prepara al suo primo tour nelle arene. 

A rising pop star navigates the complexities

of fame and industry pressure while

preparing for her arena tour debut.

 

Il successo non arriva mai in silenzio. Arriva come un’invasione: di persone, di idee, di aspettative. The Moment comincia esattamente lì, quando non è più chiaro se stai inseguendo il tuo sogno o se è lui che ha iniziato a divorarti. Tutto accelera, il tuo nome diventa un suono che non ti appartiene più. Non succede sul palco, né davanti a una folla urlante: succede lontano dalle luci, quando capisci che la tua vita sta cambiando mentre sei troppo occupata a viverla per fermarti a capirlo.

Il film diretto da Aidan Zamiri ci catapulta nella fine dell’estate 2024, quando Charli xcx smette di essere “solo” un’icona di culto del pop alternativo e diventa, improvvisamente, un fenomeno globale. Brat non è più un disco: è un colore, un’estetica, una parola d’ordine. È ovunque. Ed è proprio in questa ubiquità che si annida l’inquietudine. The Moment è un’opera nervosa, febbrile, che osserva cosa succede quando il successo arriva tutto insieme, senza darti il tempo di metabolizzarlo. Quello che colpisce subito è il tono: non siamo davanti al classico documentario musicale, rassicurante e patinato. Qui il linguaggio è quello del mockumentary, della satira feroce, ma con un cuore tragico. La macchina da presa segue Charli in furgoni, camerini, club, set fotografici, prove del tour. La osserva mentre viene trascinata da un impegno all’altro, mentre il suo nome diventa un brand e la sua immagine una valuta. Il risultato è una sensazione costante di vertigine, come se il film stesso fosse in affanno, incapace di stare al passo con la velocità di ciò che racconta.

“Il conflitto dell’essere un artista sotto gli occhi del pubblico è questo: quando crei qualcosa, quando la lasci andare nel mondo, non ti appartiene più. Devi trovare un modo per accettarlo, per rinunciare al controllo sulle reazioni che susciterà. In un certo senso devi elaborarne il distacco, oppure—nel caso di un film—arrivare persino a distruggere l’idea originaria. Ed è proprio lì che sta la libertà.”

-Charli xcx

Il centro emotivo del film è una domanda semplice: e adesso? Cosa succede quando sei “in cima alla montagna” e non provi nulla? Charli interpreta una versione di sé stessa che oscilla tra lucidità e dissociazione, tra ironia e smarrimento. È circondata da persone che parlano di lei come se non fosse nella stanza: discografici, manager, assistenti, creativi a noleggio. Tutti hanno un’idea chiarissima di cosa dovrebbe essere Charli xcx adesso. Il film diventa così una radiografia spietata della macchina del pop contemporaneo. Un sistema che sorride mentre divora, che usa parole come “visione” e “opportunità” per mascherare dinamiche di controllo e profitto. La preparazione del primo tour nelle arene—traguardo simbolico di ogni pop star—si trasforma in un campo di battaglia. Da una parte c’è il desiderio di preservare l’anima irregolare, club-oriented, quasi underground di brat. Dall’altra, la tentazione (o la minaccia) di rendere tutto più grande, più pulito, più vendibile. Ed è qui che The Moment diventa davvero interessante: quando smette di parlare solo di Charli xcx e inizia a parlare di un sistema nel quale tutti siamo intrappolati. Perché quella tensione tra ciò che vogliamo essere e ciò che il mondo si aspetta, non riguarda solo le pop star. Il film mette in scena una paura contemporanea: quella di diventare irrilevanti proprio mentre si è più visibili che mai. Di essere consumati dalla stessa cosa che ci ha resi desiderabili.

 

La forza del film sta anche nel suo continuo gioco con il reale. Tutto sembra vero, ma nulla lo è completamente. Camei e situazioni assurde, ogni elemento contribuisce a creare una realtà leggermente deformata. È una scelta che riflette perfettamente il tema centrale dell’opera: quando la tua vita diventa contenuto, quando sei costantemente osservato, dove finisce la persona e dove inizia la performance?

“La mia esperienza nell’industria musicale è che regnano molta doppiezza e forti conflitti interiori; ma, più di tutto, è un ambiente che vive una vera e propria crisi di salute mentale. Per una pop star la pressione è enorme: da una parte c’è il bisogno di restare fedeli a se stessi, dall’altra quello di ascoltare le molte persone che ti spingono a prendere decisioni motivate, talvolta, più dal guadagno economico che da altro. E alcune di queste persone si trattengono il 20%, senza avere nemmeno altri lavori.”

-Charli xcx

Charli, in questo senso, si dimostra molto coraggiosa. Non ha paura di mostrarsi fragile, contraddittoria, a tratti persino antipatica. Anzi, The Moment sembra quasi godere nel mettere in crisi l’idea stessa di “pop star cool”, e diciamolo, non c’è nulla di più brat in questo. Ci viene anticipato il racconto di una scena emblematica in cui la vediamo trasformata in una versione patinata di sé stessa: sospesa su dei cavi, luccicante di verde, ma completamente svuotata. Descritto come uno dei momenti più crudeli del film, e anche il più sincero.

 

Alla fine, The Moment non offre risposte facili. Non dice se vendersi sia una colpa o una strategia di sopravvivenza. Non stabilisce confini netti tra arte e capitalismo. Piuttosto, suggerisce che, a volte, per andare avanti, una versione di noi stessi deve morire. E che forse la libertà non sta nel controllare tutto, ma nel lasciare andare. È un film che vibra di urgenza, che sembra girato mentre le cose stanno ancora accadendo, mentre il momento non è ancora passato. Cattura quell’attimo fragile in cui il successo non è ancora un ricordo, ma già un peso. Un attimo che, una volta perso, non torna più indietro.

 

Per maggiori informazioni A24films.com.