Sandiwara: Sean Baker e Michelle Yeoh celebrano Penang in un cortometraggio girato con iPhone

Sandiwara: Sean Baker e Michelle Yeoh celebrano Penang in un cortometraggio girato con iPhone

2026.02.26 CINEMA

Di Davide Di Santo

Il regista premio Oscar di Anora firma un film breve per il programma Residency del brand di moda self-portrait, con la leggenda malese nei panni di cinque personaggi diversi ambientati tra le strade e i mercati di Penang.

C’è un’idea al centro di Sandiwara che, sulla carta, suona quasi come una sfida impossibile: Michelle Yeoh che recita accanto a sé stessa, moltiplicata in cinque identità distinte, tutte in dialogo tra loro, in un corto di undici minuti girato interamente con uno smartphone tra i profumi e i rumori di un hawker centre di Penang. Eppure, nelle mani di Sean Baker — il regista indie che ha trasformato un iPhone 5S in poesia con Tangerine e poi ha vinto cinque Oscar con Anora — questa idea diventa non solo possibile, ma commovente.

 

Il film è stato rilasciato in questi giorni, dopo aver avuto la sua prima mondiale al 76° Festival Internazionale del Cinema di Berlino, dove Michelle Yeoh ha anche ricevuto l’Honorary Golden Bear, il massimo riconoscimento alla carriera della kermesse berlinese — diventando la prima donna asiatica a ottenere questo onore.

 

Il titolo scelto da Baker non è casuale: Sandiwara è una parola malese e indonesiana che significa “dramma, performance teatrale, recita”. Ed è esattamente quello che il film mette in scena: Yeoh interpreta The Hawker, The Vlogger, The Waitress, The Critic e The Singer — cinque donne diverse che si incrociano e si confrontano in uno spazio condiviso, quello caotico e fragrante di un mercato gastronomico. Il risultato è una riflessione sull’identità femminile, sull’eredità culturale e sulla forza del cinema indipendente, il tutto costruito attorno alla cucina di Penang: Hainan Chicken Rice, Char Kway Teow, Loh Bak, Nasi Kandar, Penang Nasi Lemak. Piatti che non fanno solo da sfondo, ma diventano essi stessi personaggi, simboli di una cultura meticcia e plurale.

“Lavorare con Sean è stato come ricevere una masterclass di cinema da un genio; imparavo guardandolo e pensavo ‘wow’. Questo è il motivo per cui amiamo il cinema, perché amiamo fare quello che facciamo, e per cui continuerò a sostenere questi incredibili spazi di pura creatività.”

— Michelle Yeoh

Il progetto nasce da un incontro felice tra mondi apparentemente distanti. Han Chong — fondatore e direttore creativo di self-portrait, brand di moda londinese da lui fondato nel 2013 — ha lanciato nel 2024 il programma Residency, un’iniziativa che invita creativi di ogni disciplina a sperimentare all’interno del brand con totale libertà espressiva. Sandiwara è il primo film prodotto nell’ambito di questa iniziativa, e la scelta di Baker come autore non è stata casuale: il regista americano, indipendente fino al midollo, incarna esattamente quella filosofia di autosufficienza creativa che ha ispirato Chong a costruire il suo marchio. Inoltre, Chong è nato a Penang — ed è stato lui a suggerire a Baker di raccontare la sua città natale attraverso Michelle Yeoh, anch’essa malese, nata a Ipoh.

Baker e la sua produttrice Samantha Quan — anche lei premiata con l’Oscar per Anora — hanno trascorso del tempo a Penang prima dell’inizio delle riprese, lasciando che la sceneggiatura crescesse organicamente dall’immersione nel luogo. Una scelta metodologica coerente con tutta la poetica di Baker, che ha sempre privilegiato la realtà vissuta alla finzione costruita a tavolino. La città, nella visione del regista, non è un semplice scenario: è il sesto personaggio del film.

 

La scelta di girare su iPhone — strumento già utilizzato da Baker per Tangerine oltre un decennio fa — non è nostalgia né provocazione, ma necessità estetica. Un’attrezzatura leggera, discreta, capace di mescolarsi al flusso autentico della vita urbana senza interromperlo. E il direttore della fotografia Christopher Ripley, noto per le sue collaborazioni con Kendrick Lamar, Billie Eilish e Harry Styles, ha saputo trasformare questo vincolo in una qualità visiva unica, vibrante, quasi documentaristica.

 

Per maggiori informazioni Sandiwarafilm.com.