RAINBOWS IN SHADOWS

RAINBOWS IN SHADOWS

2025.06.11

Testo di Felicity Carter

Per vedere ed essere visti, Jenna Gribbon porta il suo sguardo intimo alla Galleria MASSIMODECARLO di Milano.
Jenna Gribbon, Rainbows in Shadows, dal 5 giugno al 6 settembre 2025.

La Galleria MASSIMODECARLO di Milano, nota per promuovere sia artisti affermati che emergenti, ospita ora Rainbows in Shadows, la prima mostra personale in città della pittrice newyorkese Jenna Gribbon. Inaugurata il 5 di giugno e visitabile fino a settembre, la mostra propone il caratteristico sguardo osservativo e intimo di Gribbon, che ritrae spesso persone a lei vicine: la moglie, amici e altri artisti, colti in ambienti quotidiani
e domestici.

 

Il suo lavoro è radicato nel proprio punto di vista, spesso dipinto dalla sua esatta prospettiva, ponendo lo spettatore al suo posto e invitandolo a vedere ciò che lei vede. Questo genera un’esperienza diretta e intenzionale che sfuma i confini tra soggetto, pittrice e osservatore, interrogandosi silenziosamente su come vediamo gli altri e cosa significhi guardare con intenzione.

“Hai baciato tua moglie stamattina. L’hai guardata? Con quanta intensità? Stasera, quando la rivedrai, non sarà più la stessa. La stessa rispetto a cosa?

Al tuo ricordo di lei o a com’è davvero?”

– Mackenzie Scott, moglie di Gribbon

Un breve testo di Mackenzie Scott, musicista, moglie dell’artista e presenza ricorrente nei suoi quadri, accompagna la mostra. In perfetta sintonia con le opere esposte, riflette su come la percezione cambi costantemente e su come una persona possa apparire diversa a seconda della luce, del tempo e delle emozioni. L’arcobaleno, visibile solo in condizioni specifiche, diventa così una metafora della fragile natura
dell’intimità e dell’attenzione.

“Per parlare ancora di magie improbabili: un arcobaleno è illusorio nel senso che può essere percepito solo in condizioni specifiche, e dipende principalmente da due fattori: ci devono essere gocce d’acqua nell’aria per rifrangere la luce negli occhi dell’osservatore, e quest’ultimo deve trovarsi in un punto di osservazione da cui l’arcobaleno sia visibile. L’osservatore deve avere il sole alle spalle e la propria ombra davanti a sé –
solo allora può vedere un arcobaleno”, afferma Mackenzie Scott.

 

Parte di una crescente generazione di pittori contemporanei che ripensano il modo in cui intimità e identità vengono rappresentate su tela, Jenna Gribbon vive e lavora a Brooklyn. Le sue opere fanno parte delle collezioni del Brooklyn Museum, del SFMOMA, del Dallas Museum of Art, del MAMCO di Ginevra e del Kunstmuseum Den Haag.

 

Per maggiori informazioni massimodecarlo.com.