Cosa siamo in grado di creare partendo da quanto già conosciamo? Questa la domanda che i due direttori creativi ci pongono in occasione della collezione Prada Uomo Autunno/Inverno 2026. Le pareti di una casa vissuta ci fanno sentire al sicuro, accolti, la boiserie è alternata a carta da parati, i caminetti presentano finiture in marmo, proprio come in una casa d’altri tempi. Tante vite ricche di esperienze, emozioni e ricordi si intrecciano in un allestimento che è per scelta rappresentato come vissuto. Gli spiriti di inquilini passati da uno stesso luogo, così diversi ma così vicini, accompagnano le varie personalità messe in scena nella collezione. La storia di una sartorialità moderna, reinterpretata da linee del nord, da quell’influenza di Raf Simons legata al mondo belga di Anversa in cui si è realizzata la sua formazione. E poi c’è quella capacità concettualmente pratica di Miuccia Prada, che più di chiunque altro riesce a raccontare i caratteri di una maison senza tempo all’interno di dettagli sapientemente pensati e realizzati.
Before and next, uno sguardo a ciò che è stato per poter andare avanti a raccontare una storia ricca di dettagli. La formalità è decisa e tagliente, le linee delle silhouette sono allungate. Ogni carattere è molto chiaro: i polsini esageratamente presenti escono dalle maniche delle giacche, i cappotti sono lunghi, i pantaloni asciutti sulle gambe ma morbidi nelle lunghezze, le corte mantelle sono poste su trench che superano il ginocchio, sia ton sur ton che a contrasto. I cappelli invece rimandano all’underground, all’industrial punk, così come i primi look dai cupi color block. A partire da blu scuro e nero si va via via verso il colore e la dinamicità delle sfumature, appaiono velocemente bianco e grigio, per poi passare a giallo, viola, verde, rosso, rosa e marrone: come nella tavolozza di un pittore volenteroso di raccontare tante visioni diverse, tanti dettagli precisi. La vita è segnata e sembra alzarsi, accompagnando maglieria, capi in nylon e iconici pezzi in pelle.
“Scomodo è il termine perfetto per me per definire questo momento storico. Sappiamo così poco che non possiamo prevedere il futuro, quindi negli abiti abbiamo bisogno di chiarezza, di precisione. C’è un’appartenenza al passato che ci interessa, anche mentre cerchiamo la novità. È un segno di rispetto: andare avanti ma senza cancellare ciò che è venuto prima, mantenere un’idea di bellezza e trasformarla in qualcosa di nuovo.”
La collezione riprende consapevolezza della natura umana, attraverso gesti e curiosità, elementi familiari che vengono ripensati per mettere in gioco le convenzioni di un passato non scontato. Le orme della tradizione incontrano cultura, storia, significato, intelligenza, cura, e curiosità. Tutto sembra semplice e preciso, anche se interesse e fascinazione di un’architettura essenzialmente pura svelano ciò che si nasconde all’interno. È un passato immaginario quello presentato per la collezione Prada Uomo Autunno/Inverno 2026.
Ciò che di solito è nascosto viene rivelato, ciò che è chiuso si apre. L’impressione dell’uomo Prada è qualcosa di inaspettato, una serie di abbinamenti che si connettono in maniera unica. La musica è disturbante, come quella di una serata qualsiasi, ed è questo che forse ci riporta ancora di più alla realtà, nessuna perfezione necessaria, nessuna armonia richiesta dal sistema, ma una verità fatta di alti e bassi, di conoscenza e scoperta, di positivo e negativo, di bellezza e difficoltà. Un passato immaginario che raccoglie percorsi differenti, ricchi di storie e personaggi. Pensieri distanti che si articolano in epoche diverse ma tutti legati alla mera esperienza umana. Una moda che è evoluzione di un passato sempre presente, una collezione di nuove idee che diventano parte della collettività. Il mondo incerto e insicuro si vede quindi scosso da una chiarezza ben precisa. Da un ricordo che insegna rispetto. Da un’universalità di valori comuni.
“Ho sempre apprezzato che il lavoro di Miuccia, fin dagli esordi, fosse incentrato sulla sfida, sul ribaltare i paradigmi e sull’indagine. Questa idea, un riferimento alla tradizione di Prada, è fonte di ispirazione. Ci siamo chiesti cosa dovesse rimanere del passato e cosa potessimo costruire partendo da ciò che abbiamo appreso. In questo momento di incertezza, trovo rassicurante e confortante quando qualcuno riesce a esprimere concetti chiari e precisi.”