Soliloquy of the Wounded Earth

Soliloquy of the Wounded Earth

2025.09.04

Testo di Lucrezia Sgualdino

La tela di María Berrío si tinge di colori che raccontano storie popolari, narrazioni contemporanee. Tutte prendono ispirazione dalla mitologia e dal folclore di tradizioni che appaiono lontane. 

Soliloquy of the Wounded Earth

Hauser & Wirth, New York 

From September 4th until October 18th, 2025

 

 

Il personaggio delle opere di María Berrío è l’essere umano in tutte le sue forme, con forze e fragilità, pensieri ed emozioni, paure e convinzioni. I suoi soggetti entrano in contatto diretto con lo spettatore, lo invitano nel loro mondo e lo trasportano in realtà astratte e luminose. Il processo creativo è molto simile alla natura umana, al racconto di essa; come ogni storia raccontata e tramandata che cambia di voce in voce, che si arricchisce di particolari, alle volte anche inventati, così le sue composizioni vengono create con strati differenti. Ogni linea nuova è un elemento narrativo in più. La fusione di pittura ad acquerello e collage su carta giapponese conferisce un carattere materiale e gestuale non convenzionale. 

 

Ogni opera sembra una struttura pittorica a sé stante, con stratificazioni di miti e racconti, colori e disegni, luci ed ombre. Le esperienze contemporanee fanno capolino tra la storia, il moderno traspare nel mito. Le nuove opere, presentate in occasione di Soliloquy of the Wounded Earth, sono tele di grande formato che raffigurano ambientazioni immaginarie, personaggi strani ma dalle fattezze reali che permettono allo spettatore di viaggiare in una sensazione onirica e di perenne déjà vu. Il mondo e la società è in continua evoluzione, intorno a noi tutto scorre veloce, ed è difficile comprendere i dettagli quotidiani che si intrecciano tra passato, presente e futuro. I primi anni della sua vita, María li ha passati in Colombia, tra natura, musica e racconti, la sua coscienza creativa nasce proprio da lì, e si espande in maniera sempre più radicata in un mondo occidentale a cui ormai ora si vede abituata.

“Amo la sensazione, l’odore, le diverse esperienze tattili dei vari tipi di carta, i colori e la straordinaria cura con cui vengono realizzate… Amo tutte le possibilità che la carta offre e come continua a sorprendermi.” 

— María Berrío

Lachesis, María Berrío.
opening image: Soliloquy of the Wounded Earth, María Berrío.
Clotho, María Berrío.
Atropos, María Berrío, 2025.
The Ground of Being, María Berrío.

Per l’occasione viene presentata una serie di ritratti verticali ispirata al mito delle tre Moire (le Parche Greche). Il racconto viene qui arricchito da tradizione popolare, le famose raffigurazioni infatti vengono vestite come ballerine di Cumbia colombiana, e ciascuna di esse gioca con un nastro blu dai toni iridescenti, simbolo del filo della vita che delicatamente tessono, misurano, tagliano, e modellano. La storia si fa largo in tutta la mostra, fino a diventare parte integrante di un mondo parallelo in cui gli esseri umani sembrano in grado di controllare le sorti delle loro esistenze. La più triste delle conclusioni sembra però arrivare, con conflitti e scontri, paesaggi desolati e bruciati. 

 

La composizione che dà il titolo alla mostra raffigura un elegante cavaliere vestito da un mantello chiaro che corre lungo uno sfondo ben più contemporaneo, fatto di cartelloni pubblicitari dalle grandi scritte e dai forti colori. Un viaggiatore solitario alla ricerca di qualcosa di puro e autentico, che fugge da logiche economiche e consumistiche. The Ground of Being è invece la storia di una giovane donna innalzata al cielo tra alti stendardi, la sacralità della figura finisce ben presto con la scena di Edge of the Salted Plains, un gruppo di cavalieri sul piede di guerra. 

 

Il racconto divino e quello mitologico non trovano distinzione, così come la storia e il quotidiano, la fede religiosa ricca di simbologie si mischia con la confusione di fazioni e conflitti. Il destino non si riconosce. La sorte non si sceglie. La disperazione è anche speranza. La gioia è anche dolore. Pitture che mettono insieme la memoria e la tradizione con ciò che l’oggi e il domani rappresentano. 

Edge of the Salted Plains, María Berrío, 2025.

Per maggiori informazioni hauserandwirth.com.