Da un solo pezzo di stoffa alla soglia della forma: IM MEN e l’arte silenziosa di dare inizio al vestire

Da un solo pezzo di stoffa alla soglia della forma: IM MEN e l’arte silenziosa di dare inizio al vestire

2026.01.23 MAIN FASHION

Di Benedetta de Martino

Tra il silenzio del nero e la fragilità del bianco, la moda uomo per la Fall/Winter 2026/27 di IM MEN prende forma come un percorso contemplativo cromatico che trasforma un semplice pezzo di stoffa in un linguaggio emotivo, architettonico e radicalmente contemporaneo.

“Just a piece of cloth to form something proper”, sono queste le parole che aprono la sfilata Fall/Winter 2026/27 di IM MEN: ciò che ascoltiamo all’inizio del défilé, immersi in un’atmosfera buia e rallentata, destinata però ad accendersi progressivamente e a incalzare insieme al ritmo dei capi in passerella. La collezione è presentata a Parigi negli spazi del Collège des Bernardins, e si muove proprio in una zona liminale: tra alba e tramonto, tra inizio e fine, tra ciò che riconosciamo come “formale” e ciò che ancora non ha nome.

 

All’inizio siamo avvolti da una luce debole. I soli colori che attraversano lo sguardo sono il bianco ottico e un nero denso e poroso, capace di assorbire la luce senza restituire riflessi. Una scelta netta: avviare la collezione esclusivamente attraverso questi due colori è un’affermazione forte. Mark Rothko nella sua fase finale di produzione artistica, in particolare nella serie Untitled (Black on Grey), concentra le sue immense campiture cromatiche proprio sul bianco e sul nero. Il nero richiama il vuoto e il silenzio; il bianco suggerisce una luce fragile, quasi spirituale. Rothko desiderava che i suoi quadri fossero osservati a lungo e in silenzio, in uno stato vicino alla meditazione: opere che non vogliono piacere, ma far emergere qualcosa di profondo e complesso. Lo stesso si può dire dei capi presentati in passerella. Tutto invita alla concentrazione, a un ascolto attento di ciò che si vede e si percepisce. Il passo lento dei modelli, simili a statue in movimento, contribuisce a creare questo spazio sospeso.

La forma non è che un simbolo, mentre l’essenza resta ancorata nel profondo. (…) Da un singolo pezzo di stoffa, il senso di qualcosa di “vero” comincia a prendere vita.

Cromaticamente, la collezione si sviluppa aprendosi gradualmente a nuove tonalità: dal nero al bianco, ad una palette neutra di verdi, grigi e blu intensi, colori della terra; poi, in un secondo momento, sfumature più forti, sature e vibranti, quasi pittoriche. Rettangoli di tessuto si sovrappongono e si accostano in contrasti decisi, costruendo superfici dinamiche e stratificate. Il colore è un elemento narrativo e di struttura fondamentale nella collezione. Il team di designer alla guida di IM MEN—Sen Kawahara, Yuki Itakura e Nobutaka Kobayashi—lavora su una collezione composta da indumenti solidi, radicati, strutturati in modo estremamente articolato. Formless Form, il nome della collezione svelato in anticipo dalla Maison, si rivela una dichiarazione fedele di intenti: spogliarsi delle sagome predefinite per ascoltare ciò che il materiale suggerisce. Qui l’abito nasce da un singolo telo che si piega, si contrae, si espande, appunto Just a piece of cloth. I capi sono complessi e fortemente stratificati, talvolta al punto da rendere difficile riconoscere la loro forma originaria: giacche, camicie, cappotti vengono trasformati, resi “inermi” e quasi irriconoscibili dai molteplici strati di tessuto che si sovrappongono. Emergono forme morbide e ariose, drappeggi fluidi che seguono il movimento dei materiali nei pantaloni e nelle camicie.

Le silhouette sono molteplici: da un lato volumi ampi che celano il corpo, avvolgendolo come in una protezione calda e confortevole; dall’altro, linee più aderenti che accompagnano le forme naturali del corpo, conferendo struttura e geometria attraverso elementi distintivi del linguaggio Miyake—plissé, pieghe, costruzioni geometriche ottenute dalla manipolazione del tessuto. Tutto ruota intorno alla forma e alle infinite possibilità che l’abito ha di trasformarla. I completi sartoriali con le lunghe cravatte che, come mosse da una folata di vento, restano sospese dietro la spalla. È infatti interessante notare come anche avviene uno studio, un lavoro sulle lunghezze: strati e strati di sciarpe lasciati cadere sulle spalle e che arrivano quasi ai piedi, le lunghe cravatte, i pantaloni che scivolano non in modo lineare, ma su livelli, simili a fluenti balze, i drappeggi che partono dal busto.

 

IM MEN costruisce un guardaroba che dialoga con il quotidiano senza banalizzarlo, che trova poesia nella funzione e profondità nel gesto artigianale. In Formless Form la moda è un atto di presenza, un modo di stare nel mondo con consapevolezza, partendo da ciò che è più essenziale. Un solo pezzo di stoffa, e tutto può cominciare.