A briglie sciolte

A briglie sciolte

2025.10.05 FASHION

Testo MUSE Magazine

Hermès Spring/Summer 2026: sotto la direzione di Nadège Vanhee-Cybulski, un’esplorazione sartoriale dell’heritage equestre che unisce materiali d’archivio, costruzione funzionale e un’estetica che ridefinisce la femminilità contemporanea.

Con la collezione Spring/Summer 2026, Nadège Vanhee-Cybulski reinterpreta l’heritage equestre della Maison attraverso un savoir-faire che unisce precisione sartoriale e cultura della selleria, il mondo della cavalleria è il tema principale: la designer intreccia l’esperienza del sellaio con l’arte sartoriale per creare capi che sembrano plasmati dal tempo e dall’uso, come una sella Camarguese conservata nei suoi archivi. Protagonista di questo quadro è una donna, la perfetta rappresentazione dell’equilibrio tra forza e delicatezza. La figura femminile di cui Hermès ci parla è una cavallerizza “a briglie sciolte”, libera e determinata, che sembra abitare in un luogo sospeso tra tradizione e natura. Il risultato è una collezione fatta di silhouette che si muovono con forza e naturalezza, dettagli come pelle cerata a mano, fibbie, anelli e cinghie fondono funzionalità e artigianalità in un gesto estremamente raffinato. Durante lo show non assistiamo a nessun effetto scenico eclatante, nessun bisogno di spettacolarizzazione: tutta l’attenzione viene convogliata sul gesto sartoriale, sui materiali e i colori, ma soprattutto su un’idea di femminilità che vive di radici profonde e libertà contemporanea. 

Guardando la sfilata, emerge con chiarezza il ruolo centrale della pelle, materia prediletta per Hermès, che la trasforma in un elemento morbido che si adatta perfettamente al corpo, in modo sensuale e contemporaneo. Tra i capi protagonisti, una giacca da equitazione corta abbinata a gonne asimmetriche in lino trapuntato, mentre lunghi cappotti richiamano l’iconico trench, stretto in vita da cinture a imbracatura che ne definiscono con precisione la forma. I volumi fluidi, arricchiti da brassières strutturate, si intrecciano a drappeggi e stampe vivaci, in un piacevole gioco di contrasti. Gli abiti trapuntati, che richiamano il corsetto, aderiscono al corpo tramite lacci e cinture, indossati sopra pantaloni da ciclista ricordando un approccio sportivo e dinamico alla tradizione. 

“È anche una terra di bohémiens, di gypsies e di libertà. Volevo portare questo slancio di libertà nello stile equestre, spesso associato al rigore e alla razionalità. Volevo lasciarmi andare e dargli un senso di spontaneità e pienezza.”

-Nadège Vanhee

Tra la lettura così chiara di tutti i codici di Hermès, notiamo anche un momento di rottura, una nuova aggiunta: l’uso di stampe floreali, disegni della natura leggeri e raffinati, applicati su camicie, abiti mini con tagli cut-out e giacche destrutturate. La palette cromatica è un un perfetto esercizio di uso dei colori neutri, restando fedele all’eleganza classica di Hermès: il beige, il marrone, il navy e il nero sono accostati da tocchi di rosso acceso, prugna e arancio bruciato. Una scelta cromatica che riflette la maestria con cui Vanhee continua a far evolvere il linguaggio della maison senza tradirne l’identità.

Fa da cornice a un’estetica nitida, priva di sovrastrutture, una location per nulla a caso: Garde Républicaine, il quartier generale della storica unità militare di Parigi. Una scelta che racchiude perfettamente il senso dell’intera collezione. In questo luogo infatti Hermès ha presentato 57 look ispirati alla figura dell’amazzone moderna. A rafforzare ulteriormente la narrazione, il suolo dell’intero spazio era ricoperto di sabbia, rievocando le arene equestri. Con questa collezione, Hermès conferma il suo legame profondo con i temi della natura e della tradizione, un’unione che la Maison continua a interpretare di stagione in stagione in modo diverso, in questo caso attraverso la narrazione di una donna sofisticata e libera, una cavallerizza, che è al contempo guardiana e musa.