Véronique Nichanian non si lega al concetto di tempo, neanche ripensando ai suoi 37 anni alla direzione creativa della linea uomo di Hèrmes, una sfida per niente semplice quella che ha dovuto affrontare. Eppure, per tutto questo tempo, ha saputo portare avanti uno studio unico e preciso, sentito e sincero. Per lei nulla è cambiato, questa collezione dice che potrebbe essere stata presentata anche stagioni fa, il suo approccio non si è mai diversificato, fin dal primo giorno ha avuto ben chiaro in testa quale fosse la sua idea dell’uomo Hermès. Un personaggio moderno, ma allo stesso classico, attento alla moda ma amante dell’artigianalità e del dettaglio. Una figura estremamente elegante. La ligne claire, come lei stessa la definisce, è sempre la medesima, ed è esattamente quella portata in scena per l’ultima volta questa sera a Parigi. C’è stato però un divertente cambiamento nel défilé, o forse piuttosto che definirlo cambiamento dovrebbe essere descritto come un continuum ancora più forte: la scelta di riportare in passerella alcuni pezzi già presentati in collezioni passate. Scelte, elementi fondamentali per il suo design, per il suo lavoro, per la sua storia all’interno della Maison. L’altro carattere su cui Nichanian ha saputo lavorare sapientemente è l’emozione. La consapevolezza di non realizzare una moda “wow” le ha sempre permesso di creare con la volontà di emozionare, di raccontare tutte le sensazioni che la moda racchiude. Il sentimento più vero, unico e diretto che possa esistere nell’animo umano: l’amore.
“Fin dall’inizio, avevo in mente una linea chiara per la collezione uomo di Hermès. Sto ancora mantenendo la stessa ligne claire, come diciamo in francese. È esattamente quella.”
La collezione presentata è elegantissima, mai in eccesso, sempre precisa e pensata. La pelle, i colori naturali e terrosi, le linee morbide dei cappotti e i tagli corti delle giacche, le camicie dallo scollo profondo. I pullover dal collo alto sono rimborsati nei pantaloni, questi si accorciano in lunghezza e la vita si alza appena, stretta da cinture di pelle liscia; alcuni sembrano avere un carattere punk, con fini catene applicate, che penzolano sopra le tasche profonde. Al fianco di una palette nonchalant formata da nero, grigio, marrone, blu, vi sono tonalità di colore più decise, come senape, azzurro e corallo. Le maxi bag portate a mano forse simboleggiano proprio il bagaglio di narrazioni creato in questi anni. Ogni look è capace di raccontare un uomo nella sua vita quotidiana. Le proporzioni sono perfette, nessun capo è scomposto, le camicie bianche appaiono sotto caldi montoni indossati aperti e con i grezzi revers a vista, e quelle in pelle rendono moderni abiti doppio petto dalle linee asciutte. Blouson di cashmere e parka sono le alternative più sportive, che si affiancano ai soprabiti di pelle e coccodrillo lucido. È importante che l’uomo racconti la sua sensualità: ecco che fa capolino una jumpsuit di pelle, piuttosto attillata e stretta in vita, con zip asimmetriche che conferiscono modernità al look. Tutto è in equilibrio ma allo stesso tempo in movimento, in evoluzione. La moda è anch’essa un’evoluzione. Innovazione e sorpresa aprono la porta a molteplici possibilità di interpretazioni differenti ad un abbigliamento che oltre ad essere per oggi è anche per sempre.
“Viviamo in un’epoca di immagini. I miei vestiti non sono ‘wow’—niente sproporzioni. I miei vestiti sono molto emozionali. L’émotion, bien sûr. Questo può trasparire in un’immagine, ma quando lo senti… Sto parlando di sensualità. La sensualità non è un’immagine.”
Il guardaroba pensato per la collezione Hermès Homme Winter 26 è intriso di sapiente artigianalità, coerenza e riconoscibilità. Il passato di Hermès è straordinario, savoir-faire e modernità convivono, libertà contemporanea e know-how dialogano. Ogni stagione ha saputo proseguire il dialogo iniziato con la precedente, arrivando così a scrivere tanti capitoli di una stessa storia, fatta di entusiasmo e positività, di amore e passione. La realtà è la chiave di lettura della Maison: i capi e gli oggetti sono destinati a durare nel tempo. Le tecnologie avanguardiste si uniscono ai tessuti qualitativamente inarrivabili, tutto questo permette di creare abiti che attraversano lo spazio e il limite del tempo fisico. L’uomo Hermès ha una grande sensibilità, è curioso, aperto, volto alla scoperta di sé stesso e dell’altro. La doppia trama della Maison torna farsi sentire nello spirito di creazione: l’attenzione agli stili di vita dei suoi clienti e il lavoro minuzioso degli artigiani. L’evoluzione della società si riflette proprio sul passaggio di testimone della direzione creativa dell’uomo Hermès, la storia scritta da Véronique Nichanian lascia posto al carattere moderno della designer inglese Grace Wales Bonnner, scelta per onorare intere generazioni di heritage.