Gus Van Sant oltre il cinema: lanciato a Los Angeles il primo monografico sulle sue pitture

Gus Van Sant oltre il cinema: lanciato a Los Angeles il primo monografico sulle sue pitture

2026.03.04 BOOKS

Di Davide Di Santo

Blue Moon Press presenta Gus Van Sant: Paintings, il primo libro mai pubblicato dedicato alla pratica pittorica del leggendario regista. Un oggetto editoriale raro e concettualmente sofisticato, che rivela il lato nascosto di uno degli autori più influenti del cinema indipendente americano.

C’è un Gus Van Sant che il grande pubblico non conosce, o forse conosce appena. Non quello di My Own Private Idaho, non quello di Elephant o Good Will Hunting — ma il pittore. Quello che si sveglia la mattina, entra nel suo garage di Los Feliz a Los Angeles e comincia a lavorare su una tela prima ancora di pensare a un set, a un copione, a una macchina da presa. È questo il lato più intimo del regista che Gus Van Sant: Paintings, pubblicato da Blue Moon Press, porta finalmente alla luce — e in questi giorni, nella città che lo ha visto crescere come artista visivo, il libro viene presentato ufficialmente al pubblico.

 

Blue Moon Press — la casa editrice parigina fondata da Leah Gudmundson, già nota per l’omonima rivista d’arte sottoculturale — ha scelto questo volume come primo titolo del suo catalogo, e la scelta non poteva essere più dichiaratamente ambiziosa. Gus Van Sant: Paintings non è semplicemente un catalogo di opere: è un oggetto editoriale pensato come estensione della poetica del suo soggetto. La copertina rigida è rilegata al rovescio — letteralmente capovolta, come se fosse stata strappata e ribaltata attorno a un nuovo blocco di pagine. All’esterno, due serigrafie di prova, firmate e timbrate sul retro, suggeriscono visivamente che la pittura sia il “lato B” della carriera cinematografica di Van Sant. Una metafora editoriale che funziona.

Credit: Curtis Buchanan

“Stilisticamente i dipinti di Gus sono molto vari, ma l’essenza di lui come artista li unisce: sono sperimentali. Funzionano come uno spazio per contemplare un’idea, giocare con la tecnica, riflettere su personaggi fondamentali per il suo mondo creativo.”

— Leah Gudmundson

All’interno, il libro raccoglie un’ampia panoramica delle opere pittoriche di Van Sant in una sequenza acronica e associativa — non una timeline, ma un sistema di risonanze. Serie diverse si confrontano vis-à-vis, con motivi ricorrenti che emergono attraverso decenni e media differenti: ritratti ad acquerello su lino, studi di forma matissiani in colori saturi, opere su alluminio con resina, silkscreen e olio su lino tratti da fotografie trovate, Mona Lisas riprodotte in quadrati di matita colorata. Un universo visivo coerente nella sua eterogeneità — e sorprendente per chi credeva di conoscere Van Sant solo attraverso le immagini in movimento.

Il legame tra pittura e cinema, per Van Sant, non è mai stato separazione netta. Formatosi al Rhode Island School of Design negli anni Settanta con un doppio indirizzo in pittura e cinema, aveva progressivamente abbandonato i pennelli per dedicarsi al film. Il ritorno alla pittura è avvenuto nel 2011, quando James Franco lo invitò a creare una serie di opere per una mostra condivisa da Gagosian a Los Angeles — un’occasione che si trasformò in una vera e propria ripartenza creativa. Da allora, il suo studio in garage è diventato uno spazio di libertà: con la pittura, spiega Van Sant, “sei libero nel senso che non ci sono molte persone intorno.”

 

Il volume include un saggio del professor Dennis Congdon del RISD, intitolato Lightness in the Paintings of Gus Van Sant, e una lunga intervista inedita condotta da Leah Gudmundson stessa, che offre uno sguardo intimo sulla sua pratica. Il risultato è un libro che funziona su più livelli: come documento critico, come oggetto collezionabile, come manifesto visivo. Il lancio di questi giorni a Los Angeles chiude idealmente un cerchio: la città dove Van Sant dipinge, dove i suoi soggetti vivono, dove l’immaginario visivo dei suoi film — e ora delle sue tele — continua a prendere forma.

 

Per maggiori informazioni Bluemoonpress.fr.