Maximilian Davis continua il suo viaggio negli anni ’20, raccontando l’ispirazione speakeasy in una versione moderna e contemporanea

Maximilian Davis continua il suo viaggio negli anni ’20, raccontando l’ispirazione speakeasy in una versione moderna e contemporanea

2026.03.01 MUSE FASHION

Di Lucrezia Sgualdino

La collezione Autunno-Inverno 2026 di Ferragamo è un inno alla libertà, uno spazio in cui le convenzioni vengono rotte e la personalità esce in tutta la sua completezza. Classe e identità non sono un vincolo, l’abbigliamento è audace e coraggioso. 

È una collezione che parte dai ricordi, dalla memoria di una storia condivisa, quella pensata dal direttore creativo Maximilian Davis per il prossimo Autunno-Inverno 2026 di Ferragamo. Ciò su cui riflette è la traversata oceanica di Salvatore Ferragamo simile a quella dei suoi genitori: un omaggio a tutti coloro che hanno attraversato l’oceano verso nuovi inizi, alla ricerca di una nuova vita, di una nuova prospettiva. La collezione è una vera e propria traversata transoceanica, ricca di elementi, dettagli e lavorazioni che rendono omaggio ai ruggenti anni Venti e rielaborano le uniformi dei marinai. Il tutto diventa un grande luogo di liberazione, di sovversione, di emancipazione, e di socialità in senso più ampio. Il glamour della tradizione viene rotto da un forte lavoro di decostruzione dei canoni classici. Il défilé diventa uno speakeasy immaginario, con colonna sonora lenta, atmosfera in cui i confini tra maschile e femminile, lavoro e svago, realtà e pettegolezzo, si sfumano e si confondono.

Il filo conduttore del viaggio e del mare corre lungo tutta la collezione. Giacche e cappotti sono smontati attraverso abbottonature asimmetriche e tagli profondi, ampie scollature con larghi revers appoggiati alle spalle. Le maglie nautiche si incontrano con chiffon impalpabili, i parka in nappa materica presentano dettagli foderati in shearling, l’artigianalità del carattere utilitario si fonde con l’eleganza liberata del mondo della sera. La palette stessa appare intrisa di memoria: i classici nero e bianco dialogano con il viola e il blu notte, l’arancio viene abbinato al petrolio, poi escono il viola, il marrone, il seppia, il grigio, il khaki, il rosso e l’oro. Tutte queste proposte appaiono in passerella in cotone organico e nylon riciclato tinti in capi, con pelli trapuntate verniciate ad aerografo. Il sartoriale diventa sensuale, si riduce nelle lunghezze e nelle linee; la maglieria si scompone; gli abiti si avvolgono ai corpi; le lunghezze creano movimento; la pelle dà carattere ai personaggi raccontati. Il raso lucido si plasma in preziosi completi e lunghi abiti da sera. I primi sono moderni: gonne midi con bottoni spostati e lacci intrecciati frontalmente e mini invece con pannelli svolazzanti. Le proposte da sera sono eleganti, con piccoli strascichi e volumi contemporanei, lavorazioni e dettagli minuziosi, così come i materiali unici: slip dress in velluto lamé metallizzato e jacquard floreale, abbelliti da cuciture e contrasti. L’uomo e la donna dialogano in un guardaroba composto e sincero. Il carattere maschile è scandito da lunghi cappotti e giacche doppiopetto, completi morbidi che cadono sulla lunghezza dei corpi, camice con colletti apparentemente fuori proporzione, giacche con tasche applicate e cravatte portate dentro la cintura. 

“È un’espressione del tentativo di immaginare qualcosa del passato. Nel suo momento originale sarebbe stato vibrante, ma ora lo vediamo attraverso la pagina della storia.”

— Maximilian Davis

La pelletteria è essenziale in tutte le sue forme, le linee sono decise ma semplici. La nuova borsa è in tre dimensioni, ha una silhouette grafica, ed è chiusa da una placca Gancini. La Hug Bag, nella sua versione East-West, è presentata in nuove colorazioni. La proposta uomo è invece funzionale: una tracolla con tasche applicate e una pouch Hug in vitello intrecciato. Nella donna sono presentate una nuova décolleté con punta sfilata e una sling-back con scollo profondo ispirata ad un modello storico del 1954. Un nuovo sandalo con tacco ibrido a zeppa ristudia l’architettura della suola a conchiglia, tecnica usata da Salvatore Ferragamo negli anni ’50. Per l’uomo invece le Oxford classiche sono reinterpretate con proporzioni allungate e punte con cuciture a vaschetta, vi è inoltre uno stivale dallo stile minimalista e una monk-strap con fibbia Hug. 

 

Maximilian Davis propone dunque una femminilità sofisticata e una sensualità moderna, affiancata da una mascolinità elegante ed esteticamente ricercata. Nella collezione per la prossima stagione Autunno-Inverno c’è una costante conversazione tra passato, presente e futuro, con un guardaroba editato partendo da storia e ispirazione. Il racconto è un’inversione di ruoli, di caratteri, di personalità. Gli speakeasy, ancora oggi come lo sono stati durante i Roaring Twenties, sono spazi raccolti e sospesi, ambienti nascosti dove dare voce a identità segrete, chi ne ha create di nuove o chi è riuscito a reinventarsi con il passato. L’io diventa versatile, mutevole, fuggevole, al limite dell’impalpabile. Sono proprio questi luoghi leggeri, capaci di sovvertire convenzioni di classe e codici identitari, che fanno nascere l’ispirazione: scenari in cui le regole si allentano e l’espressione propria si fa sciolta, fluida, in continua trasformazione.