Leggerezza Strutturata

Leggerezza Strutturata

2025.09.25 FASHION

Testo MUSE Magazine

Realtà e immaginazione si fondono senza confini nella nuova visione di Fendi per la Spring Summer 2026: una collezione che rompe ogni linearità con eleganza e audacia.

La collezione, firmata da Silvia Venturini Fendi, parla un nuovo linguaggio, più audace: ogni capo è il risultato di una tensione studiata tra rigore e leggerezza, geometria e spontaneità, sartorialità e comfort. Un’eleganza che non ha paura di sovrapporsi, di scomporsi, di lasciare spazio all’imperfezione come cifra estetica. È proprio questo paradosso a tenere insieme la collezione: una stratificazione sottile di riferimenti e codici che sembrano opporsi ma invece si amplificano a vicenda. In ogni capo, in ogni look, nulla è come sembra e tutto ha due facce: le silhouette si sviluppano tra volumi gonfiati da coulisse nascoste e linee rigorose da atelier. Abiti midi e maxi fatti di tessuti tecnici vicino a trasparenze delicate, rivelando strutture sartoriali pensate come veri e propri montaggi visivi. I fiori, elemento ricorrente, sono prima applicati in versione macro e naïf, poi reinterpretati in chiave quasi tecnica attraverso lavorazioni laser: trafori su camicie in organza, dettagli su pellicce leggere, texture scolpite su maglieria. I motivi floreali sbocciano anche come “sunny side flowers” ironici. La tradizione Fendi viene così celebrata con un tocco di nostalgia grafica e contemporaneità. C’è quindi una forte dualità nell’anima dell’intera collezione, pensata per accostare contrasti forti. Silvia Venturini Fendi descrive così il cuore della sfilata:

“Una leggerezza che non è superficialità, ma un equilibrio tra quotidianità e alta artigianalità. Mi affascina l’idea che un gesto semplice possa contenere una complessità silenziosa.”

-Silvia Venturini Fendi

La stessa logica viene applicata nell’uso degli accessori che amplificano la percezione di questo gioco. Tra le novità più interessanti: la borsa FENDI Collier, che si presenta come un sacchetto arricciato infilato in un manico-gioiello con dettagli FF e la FENDI Hobo, profilata in Selleria arricchita con pompon in pelle. In aggiunta, impossibile non notare elementi di sportswear ripresi accanto alla couture con una disinvoltura che solo l’esperienza sa permettersi. È una fluidità funzionale, che si adatta senza cedere al compromesso. Se vista d’insieme la collezione, si può parlare di grammatica del colore, centrale nella realizzazione dell’intera linea; la palette è infatti pensata come un lessico visivo che attraversa gli abiti: cobalto, turchese, bianco ottico, grigio antracite, giallo acido e vinaccia profondo. Il colore non veste, costruisce. Nessuna sfumatura è casuale: il tutto a comporre un mosaico cromatico dove il color block non è solo accostamento, ma struttura portante del look. I colori svolgono un ruolo strutturale, non semplicemente decorativo.

Gli abiti sfilano in uno spazio trasformato in esperienza: un set multisensoriale, firmato dalla visione congiunta di Marc Newson e Nico Vascellari, trasporta il pubblico in un viaggio immersivo fatto di contrasti apparenti. L’ambiente con superfici cromatiche e luci pulsanti, è attraversato da un paesaggio musicale accattivante: la colonna sonora di Frédéric Sanchez rimescola voci d’archivio e canzoni italiane storiche, da Ornella Vanoni a Patty Pravo, con le registrazioni iconiche di Federico Fellini, Anna Magnani, Alain Delon. Voci interrotte e rumori digitali che creano un ritmo contemporaneo. Ecco come potrebbe risuonare una passeggiata odierna tra le vie di Roma: un senso di nostalgia dei momenti iconici del cinema italiano e un dialogo tra generazioni diverse. Fendi SS26 è una collezione che non cerca l’approvazione del trend di oggi, ma la potenza dell’immagine.