Un austero collegio del nord Italia. La foschia dell’alba. L’edificio pare disabitato, chiuso e freddo. Si distinguono due figure sveglie nello stesso letto: una è una bambola a grandezza naturale, l’altra il suo burattinaio dal volto coperto da una maschera bianca. Nel dormitorio, vi sono altre coppie identiche. Iniziano la giornata vestendosi. È la routine quotidiana, che richiede disciplina. La macchina da presa segue l’Abito Principale, durante il tempo del gioco, la minestra a pranzo, l’ispezione della Direttrice, culminando in una scena estatica di rottura, estasi e trasformazione liberatoria. Nasce una ragazza.
Queste le parole che ci trasportano esattamente nel cortometraggio della registra e attrice norvegese Mona Fastvold. Il suo segno distintivo é riconoscibile nella narrazione ambiziosa e profonda, incentrata sui personaggi, sui pensieri e sulle sensazioni degli stessi. Le donne seguono una precisa coreografia per tutta la loro vita, interpretano ruoli, e incarnano figure, finché qualcosa crea opposizione, ribellione. Ed è proprio in quel punto che per la Fastvold nasce la libertà. Discipline è il 31esimo capitolo del progetto Miu Miu Women’s Tales, e medita proprio sulla ribellione femminile, sulla volontà delle donne di emergere in una società stringente. L’esperienza dei caratteri è al centro, è vissuta attraverso tutte le espressioni possibili, positive e negative. La libertà viene raccontata attraverso minimi episodi di rifiuto e ribellione. La regista spiega di voler presentare la storia di “una ragazza che si fa strada nel mondo”.
“Una ragazza che si fa strada nel mondo, finalmente visibile, ancora incompiuta.”
L’idea di prendere ispirazione da un capo della collezione nasce in prima persona: portando lo stesso abito raffigurato del film dalla Fastvold, durante una conferenza stampa, e proprio perché questo è stato indossato in un ambiente e una situazione di nervosismo, l’abito si è rivelato essere una sorta di corazza, copertura, dietro la quale rifugiarsi, ritrovarsi e rimettere mano alle proprie fragilità. Le bambole sono state utilizzate come estensione di sé, come esplorazione di privato e pubblico, di interiore ed esteriore. La musica, il movimento, la coreografia, il costume: sono tutti elementi che esplorano il mondo fanciullesco dell’essere ragazza. La femminilità non è solo seduzione e intimità, è anche raccontata come costrizione e rigore, come controllo e attenzione, come cura, e come rito. L’abbigliamento non è mai neutrale, è sempre rappresentazione di qualcosa di personale più ampio. La celebrazione del femminile coesiste ancora una volta con limiti e regole invisibilmente scolpite nella società e nel contesto narrativo di una storia che è di tutte. Non vi è nulla di eroico, ma anzi sincero e unico, nulla di stereotipato, nulla di scontato. Discipline porta in scena una storia di forza e rinascita.
“Una volta diventata regista, ho capito che, per me, l’archetipo più corretto per questo lavoro è quello della madre multitasking. […] Potresti non sapere ancora chi sei, ma sai come sei destinata a muoverti.”
Il nuovo episodio di Miu Miu Women’s Tales è stato presentato in anteprima al Village East by Angelika a New York, ed è ora disponibile sui canali digitali di Miu Miu, oltre che su MUBI dal 13 marzo, 2026.
Per maggiori informazioni Miumiu.com.