Cortina d’Ampezzo torna a essere l’ombelico del mondo sportivo. Ma mentre le infrastrutture si preparano all’adrenalina della competizione contemporanea, il nuovo libro fotografico ‘CORTINA‘ ci invita a compiere un passo indietro — o meglio, di lato — per osservare la città attraverso una lente che ignora il cronometro.
Conosciuta storicamente come il punto d’incontro d’elezione per l’aristocrazia, l’arte e l’atletica, Cortina possiede una capacità rara: quella di restare fedele a se stessa nonostante i cambiamenti epocali. Gli scatti presenti nel volume documentano una località dove la natura — ora dolce, ora imponente — detta le regole del vivere, e dove l’uomo si limita ad adattarvisi con una grazia tutta italiana. Dalle vette del Cristallo alle ombre lunghe sulle piste delle Tofane, la fotografia di questo progetto cattura la “Queen of the Dolomites” non come una cartolina turistica, ma come un “archivio vivente“.
“Il fascino di Cortina risiede nella sua resistenza al tempo. È un luogo dove le cose restano, dove il ritmo è più lento e la ripetizione dei gesti diventa calmante. Abbiamo voluto catturare quell’equilibrio perfetto tra gli edifici storici e la vita di tutti i giorni che esplode tra i colori della neve.”
Il cuore del libro batte nel confronto silenzioso tra due epoche. Cortina occupa un posto unico nella storia dello sport per aver ospitato i Giochi Olimpici Invernali del 1956, un momento che ha definito l’architettura e l’immaginario della città. Le fotografie raccolte in quest’opera sono state realizzate in un arco temporale che precede l’attuale fermento olimpico, catturando quella “calma prima della tempesta” dove la ripetizione dei gesti quotidiani diventa una forma di meditazione: sedersi negli stessi bar, percorrere i sentieri di sempre, vivere all’aperto come norma.
Oggi, mentre le Olimpiadi tornano a bussare alle porte della valle, emerge un parallelismo affascinante. Se nel ’56 Cortina rappresentava il debutto dell’Italia moderna sul palcoscenico mondiale invernale, oggi la città si riconferma custode di un’eleganza che non cerca di rincorrere la modernità a ogni costo. Il libro mette in luce proprio questo: il fascino della “lentezza” e della tradizione che resiste, dove gli edifici storici convivono con i colori primari dell’attrezzatura tecnica contro il bianco immacolato della neve.
Le immagini esplorano la luce mutevole della stagione invernale, dal bagliore intimo del Natale alla chiarezza quasi tagliente di febbraio e marzo. È una Cortina “cinematografica ma reale“, dove l’eleganza non è costruita ma emerge spontaneamente nel modo in cui le persone abitano la montagna. Questo volume non è solo una celebrazione della fotografia, ma un invito a riconoscere quella “magia certa” che spinge le persone a tornare in questi luoghi per generazioni.
“C’è una magia sottile in questo borgo; ha la capacità di sembrare un set cinematografico pur rimanendo profondamente vero. È un’eleganza naturale, che si manifesta nel modo in cui le persone si radunano e vivono i piedi delle montagne.” -Arturo + Bamboo
Per maggiori informazioni Arturo-bamboo.com.