Nel cuore di Milano, tra le mura cariche di storia di Palazzo Barozzi, Church’s ha messo in scena una narrazione che trascende la semplice presentazione di prodotto per farsi esperienza sensoriale totale. La collezione Fall/Winter 2026 si svela come uno studio immaginario, un luogo di fervore intellettuale dove la disciplina meticolosa del mastro artigiano incontra la libertà dell’esplorazione creativa. Sotto la direzione curatoriale di Ruggero Pietromarchi, lo spazio si è popolato di paesaggi sonori visionari, dove le note di una viola da gamba, le percussioni ancestrali e le vibrazioni di una chitarra elettrica a otto corde hanno scandito il ritmo di una nuova eleganza, sospesa tra l’atemporalità del gesto umano e l’innovazione tecnologica.
Il percorso stilistico si snoda come una partitura in tre atti. L’apertura è affidata alla serie Sunday Morning, un’audace reinterpretazione dell’iconico sandalo della Maison che per l’occasione abbandona la sua natura estiva per abbracciare texture invernali come il suede cerato e il calore tattile del tweed chevron o del tartan. È un elogio al comfort ricercato, che prosegue nelle silhouette della famiglia Regent: calzature pensate per un giovane gentiluomo che vive la campagna con uno spirito outdoor ma dalla discrezione raffinata, esemplificato dalla solidità artigianale dello stivaletto Shefford.
“Un dialogo tra l’arte degli strumenti musicali e la maestria artigianale, nato in un luogo di fervore intellettuale e disciplina meticolosa: è così che Church’s definisce la sua nuova visione, dove l’eredità storica si fonde con una melodia di sofisticazione attuale e vibrante.”
Il cuore della collezione batte però nel New Formal, un segmento che racconta la de-costruzione dell’abito classico in favore di una silhouette libera e fluida. Qui, modelli come lo stivaletto Chelsea Stanhope e la derby Sidbury raggiungono un equilibrio inedito tra l’heritage storico del brand e un design d’avanguardia, mantenendo una cura del dettaglio che rasenta la perfezione architettonica.
Il crescendo finale culmina nella selezione Royal, dove il lusso si fa essenziale e sussurrato. Modelli come la monkstrap Prince e l’oxford Duke si distinguono per pellami dalla luminosità vibrante e suole in cuoio sfumate bicolore, elevando le forme classiche a icone di una contemporaneità trasformativa. È una triplice melodia di sofisticazione che conferma Church’s come custode di un saper fare capace di parlare il linguaggio del presente.
Per maggiori informazioni Church-footwear.com.