Bird on a mushroom
I saw the beauty at once
Then gone, flown away
(Anonymous haiku)
Questo breve componimento è stato scelto da Chanel per portare il lettore nell’universo della collezione Haute Couture Spring Summer 2026. Delle linee semplici e delicate, composte da parole che catturano un momento effimero o un’emozione delicata, sospesa.
I tessuti sono impalpabili, quasi impercettibili, svolazzano e scivolano lungo il corpo; l’effetto è accentuato da colori nude e trasparenze. Le lavorazioni sono l’aspetto più attento della collezione. Tutto ruota intorno alla maestria artigiana e all’abilità costruttiva della Maison e del suo Direttore Creativo. La materia è elegante, e viene impiegata come una tela da cui ripartire. Un punto fermo da cui ricominciare, in totale libertà. Con la decisione di impiegare materiali così leggeri ed estremamente effimeri, è stato anche necessario includere degli elementi materici e pratici nella narrazione del défilé. I colori presentano accostamenti ineccepibili, contrasti che permettono di risaltare tessuti, lavorazioni e applicazioni. Le varie uscite sembrano prendere sempre più forma, sempre più struttura. L’iconico suit di Chanel apre lo show, come un omaggio alla memoria del lavoro di Gabrielle, una lettera d’amore dall’animo gentile diretta alla materia e alla costruzione, si evolve fino arrivare ad un little black dress dalle linee sensuali ma sofisticate.
“L’Haute Couture è la vera anima di Chanel: ne è il fondamento e la massima espressione della Maison. Sono abiti che parlano tanto di chi li indossa quanto di chi li crea. Sono i vestiti, una volta indossati, a dare loro una storia autentica: la propria storia e una risonanza emotiva, offrendo alle donne una tela su cui raccontare la loro storia.”
La collezione gioca con tessuti leggeri e trasparenti: si alternano garze, tulle, mussole, arricchiti da pizzi raffinati e ricami preziosi. I layers si muovono leggeri, non lasciano nulla all’immaginazione, non nascondono alcuna emozione. Raccontano di una vita felice, divertente e spontanea. La palette colori è ampia a variegata, ai primi toni nude si aggiungono rosso, verde, giallo, rosa e nero. Tutto sembra raccontare un processo evolutivo, una crescita, una percezione differente di look in look. Con lo scorrere della collezione la moda diventa sempre più presente, compaiono perle ricamate sui completi, piume sugli orli degli abiti. La rivisitazione del tweed, così come nel debutto della collezione prêt-à-porter è protagonista: oggi viene declinato addirittura sull’organza di seta. Ancora una volta quindi Blazy denota la sua grande capacità di non limitarsi a raccontare l’heritage della Maison, ma di rappresentare in maniera moderna e contemporanea ciò che un marchio può esprimere in relazione all’oggi. Da qui, l’uscita finale della collezione, l’abito da sposa costruito sulla base di un tailleur, chiaramente bianco, e adornato di scaglie sottili di perle che riflettono la luce e conferiscono un’immagine unica di leggerezza.
Il cuore di Chanel è un vero e proprio scambio emotivo tra chi crea i look e chi li indossa, il corpo si mescola con l’anima, l’abito si mescola con l’emozione. Il tempo sembra sospeso, l’atmosfera è magica e incantata, l’aspetto pittoresco creato attorno alla collezione che sfila permette ancora di più di concentrasi sull’individualità. Il concetto di poignancy è evidente, una qualità emotiva intensa ma allo stesso tempo delicata, che tocca corde profonde. Anche l’aspetto sonoro accompagna questo viaggio, parte con note leggere mischiate a cinguettii naturali e finisce con il suono di Bitter Sweet Symphony dei The Verve che si mescola alle parole di Wonderwall degli Oasis. Ogni dettaglio colpisce al punto giusto, è immediato. L’idea di Matthieu Blazy è una raccolta di caratteri che resta, che emoziona senza urlare, che non è necessariamente spettacolare ma profondamente autentica. L’altro elemento cardine dell’intero processo creativo è la metamorfosi, la donna raccontata compie il suo viaggio di esaltazione del carattere libero e spirituale della sua indole, si trasforma in bird. L’uccello è simbolo di leggerezza ed eleganza, di libertà. Il mondo naturale collima con quello umano, e tutti gli archetipi di Chanel e Matthieu Blazy diventano parte di un dream word incantevole.