Il viaggio della collezione Printemps 2026 di Celine disegnata da Michael Rider parte dai giardini Saint-Cloud, scavando nella memoria del brand e fondendo caratteri maschili e femminili

Il viaggio della collezione Printemps 2026 di Celine disegnata da Michael Rider parte dai giardini Saint-Cloud, scavando nella memoria del brand e fondendo caratteri maschili e femminili

2026.02.18 MUSE FASHION

Di Lucrezia Sgualdino

Una visione fluida ma allo stesso tempo concreta, un insieme di pezzi dal sapore parigino, una traduzione di codici che hanno costruito l’heritage di una Maison storica. Il linguaggio della linea estetica viene tradotto e reinterpretato in chiave contemporanea. 

Il nuovo direttore creativo Michael Rider pone l’accento su specifici caratteri di Celine: la qualità, lo stile, l’atemporalità. L’eleganza e l’utilità si fondono. Il corpo avanza in un percorso di costruzione ben preciso. Il tutto è raccontato attraverso un tempo sospeso, una città reale, un contesto autentico, in cui i personaggi trovano vita e spazio, e lasciano libere le loro emozioni e sensazioni. Il guardaroba crea movimento, la moda chiede di essere interpretata e indossata. Le linee dei capi rifiutano volumi non essenziali: la vita si stringe, le spalle si segnano, le silhouette sono asciutte e lineari. Le lunghezze si strutturano a livelli, i pezzi sono sovrapposti. La palette colori esce dal rigore classico: appaiono il rosso, il giallo, e il blu acceso, creando dialoghi armoniosi con stampe geometriche e floreali. 

 

L’essenza della collezione è la ricerca di un dettaglio discreto, una narrazione fresca e contemplativa. Gli scatti realizzati da Zoë Ghertner immortalano gli abiti attraverso una lente fresca e attenta. Le immagini sono potenti, le raffigurazione dei personaggi Celine sono intense. I colori sono freschi, la luce è sharp. L’attenzione è volta al dettaglio, che diventa protagonista estetico della campagna. La narrazione visiva continua il suo corso vero un approccio stilistico discreto, semplice, sofisticato e moderno. Le immagini scelte per raccontare la nuova storia di Michael Rider sono un mood sensoriale ben più ampio: l’estate è raccontata come come uno stato d’animo, con la moda e l’accessorio al centro di una rappresentazione di leggerezza. Un piacere estetico unico. Una direzione chiara. Una voce nuova. 

“Pensavamo ai momenti felici, alla leggerezza, al calore dell’estate. Alla tensione sottile tra discrezione e pelle scoperta. A ciò che dura nel tempo e a ciò che esiste solo per un istante. E a come gli abiti, le scarpe, ogni dettaglio, diventino parte dei ricordi che costruiamo mentre li indossiamo.”

– Michael Rider

Per maggiori informazioni Celine.com.